Il piccolo borgo alpino che in primavera si riempie di fiori: scopri dove si trova

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 5 minuti

Racchiuso tra le vette della Val Soana, nel cuore del Piemonte, Ingria è un piccolo comune sparso che offre la possibilità di vivere un fine settimana all’insegna del relax e dell’autenticità. Un paese di montagna dove scoprire suggestivi angoli delle Alpi e girovagare tra case in pietra e legno. In primavera è la meta ideale perché i balconi di queste case si riempiono di fiori colorati!

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ingria
Photo by McTALAO – Wikimedia Commons

Circondato dalla natura incontaminata del Parco Nazionale del Gran Paradiso, Ingria è spesso chiamato il borgo dei balconi fioriti, una caratteristica che lo ha fatto entrare nel novero de “I Borghi più belli d’Italia“. Qui, passeggiare tra i vicoli silenziosi, significa imbattersi in scorci pittoreschi e antiche abitazioni di montagna con i tipici tetti in lòse (le lastre di pietra locali). Ingria è una meta sempre più apprezzata dagli amanti del turismo lento e delle destinazioni meno conosciute, perfette da visitare in primavera ed estate.

Cosa vedere a Ingria, il borgo dei balconi fioriti della Val Soana

Cosa vedere a Ingria
Photo by Hagai Agmon-Snir – Wikimedia Commons

Situato a un’altitudine di 1000 metri e circondato dai castagneti della Val Soana, Ingria è un comune di montagna composto da una trentina di borgate sparse sui versanti che circondano il capoluogo. Ognuna di esse è caratterizzata da case tradizionali costruite in pietra e legno e circondate da boschi, torrenti e sentieri. Le cose da vedere a Ingria sono tutte legate alla sua caratteristica architettura e alle testimonianze delle antiche attività della valle. Nel centro del capoluogo, la chiesa parrocchiale di San Giacomo è un edificio di culto che risale al 1719 e, con la sua torre campanaria posta frontalmente, rappresenta uno dei simboli del borgo.

Passeggiando tra le vie si incontrano opere d’arte che rimandano agli antichi mestieri della valle come la lavorazione degli utensili in rame. All’inizio di Ingria troviamo strutture in lamiera che sono state recuperate e valorizzate con l’accostamento di murales e dipinti. C’è poi la Mazon dla Gra, antico essiccatoio per le castagne, da sempre un alimento fondamentale per la sopravvivenza delle comunità montane durante i mesi invernali.

La cappella della Sindone a Mombianco

Tra le frazioni di Ingria da non perdere c’è Mombianco dove si trova una piccola cappella di metà Seicento dedicata alla Sacra Sindone, probabilmente in ricordo del passaggio del sacro lino durante il trasferimento da Chambéry a Torino. All’interno, un affresco, sempre seicentesco, raffigura la Sacra Sindone, coronata dalla Madonna nera di Santuario di Oropa, angeli e santi.

In primavera ed estate la cappella è circondata da primule e ortensie in fiore, che fanno da contorno all’affresco in facciata realizzato dal pittore locale Jacques Peradotto, rendendo il luogo di grande sugestione.

Escursioni tra vette e antiche borgate

Il territorio di Ingria è l’ideale per gli amanti delle escursioni e del trekking. Da qui partono diversi sentieri che attraversano la valle, regalando ampie viste panoramiche sulle montagne circostanti. Tra i percorsi più apprezzati vi sono:

  • il sentiero per Punta Arbella
  • il sentiero per il Monte Betassa
  • l’itinerario delle borgate di Codebiollo che si unisce ai sentieri dell’Alta Via Canavesana
  • il sentiero per  la borgata Bech.

In quest’ultima località si trova un piccolo rifugio e l’ecomuseo dedicato alle tradizioni locali della Valverdassa e della Valle di Codebiollo con un’interessante esposizione di attrezzi agricoli, abiti tradizionali e oggetti della vita quotidiana di montagna.

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