La città più piccola d’Italia, da Pirandello a Quasimodo
La città più piccola d’Italia si trova in Sicilia, ed è legata a Pirandello e Quasimodo. Ricca di storia, cultura e tradizioni, questa città è stata riconosciuta come la più piccola del nostro Paese nel 2018, ed è un vero gioiello da visitare se ci si trova nei pressi di Agrigento. Ecco cosa la caratterizza e cosa ha da offrire ai propri visitatori.
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La Sicilia è una terra piena di tesori da scoprire e di luoghi meravigliosi da visitare. Tra le sue tante bellezze, la Sicilia ospita anche la città più piccola d’Italia, che è legata indissolubilmente a nientemeno che Luigi Pirandello e Salvatore Quasimodo. Questo piccolo angolo d’Italia è un luogo davvero formidabile, la cui dimensione non arriva ad eguagliare il suo prestigio. Si tratta di Comitini, un borgo ai piedi del Colle Cumatino, che si trova a una quindicina di chilometri di distanza dalla splendida Agrigento.
Quando si viene in Sicilia per un viaggio, quindi, Comitini rappresenta sicuramente una tappa imperdibile da inserire nel proprio itinerario, per scoprire tantissimo non solo di questa terra, ma anche dell’Italia intera, dalla sua storia alla letteratura.
La città più piccola d’Italia

Situata ai piedi del Colle Cumatino, e nei pressi di Agrigento, Comitini è la città più piccola d’Italia, riconosciuta ufficialmente con questo primato il 19 dicembre 2018. Al contrario di quello che si può pensare, Comitini non è affatto un borgo anonimo e senza nulla da raccontare.
Al contrario, questo comune è un luogo ricco di storia e cultura, importante non solo per la Sicilia, ma per l’Italia nella sua interezza. Infatti, qui il 3 luglio del 1859 la bandiera del Tricolore italiano fu innalzata per la prima volta, a simboleggiare la liberazione dal dominio borbonico e l’unità d’Italia sotto un’unica bandiera.
La storia di Comitini è intrisa anche di letteratura, perchè a questo comune sono strettamente legati ben due premi Nobel italiani:
- Luigi Pirandello;
- Salvatore Quasimodo
La famiglia di Luigi Pirandello possedeva, proprio qui, una zolfara, a cui egli si ispirò per la sua novella Ciaula scopre la Luna, in cui tratta il tema delle dure condizioni di vita dei minori. A legare Quasimodo a Comitini invece, fu il padre, che lavorò qui come capostazione, e anche un evento che poteva essere tragico.
Infatti, dopo un incidente con l’arsenico arsenico quando era ancora un bambino, Quasimodo fu salvato da morte certa dal medico del paese, Luigi Bongiorno.
Una perla siciliana

Quello di Comitini è solo uno dei tanti esempi di piccole realtà nascoste in contesti più grandi, che troppo spesso rischiano di essere dimenticati all’ombra di luoghi più altisonanti. Il riconoscimento dell’importanza di borghi come Comitini è essenziale per tramandare la storia e la cultura di un territorio, e questo borgo attira, proprio per le sue bellezze e per la sua storia, tantissimi visitatori ogni anno.
Di Comitini si possono apprezzare la tranquillità, la pacatezza e i suoi edifici storici, come la Chiesa Madre, San Giacomo Maggiore Apostolo, il Palazzo del Municipio e il Palazzo Bellacera.
Proprio in quest’ultimo si possono visitare la biblioteca, con circa 11.000 volumi, e il Museo delle Miniere, dove sono conservate fotografie e attrezzi da lavoro legati all’estrazione dello zolfo.Inoltre, l’area della Sicilia in cui si trova è senza ombra di dubbio una delle più floride e interessanti da visitare. Qui infatti si trovano la Valle dei Templi e Agrigento (città della cultura 2025), due mete imperdibili se ci si trova nella Sicilia occidentale.