Non sono semplici sentieri: in Liguria c’è qualcosa che pochi conoscono

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 5 minuti

Tra il mare e l’Appennino ligure prende forma una nuova proposta escursionistica con quattro itinerari che portano alla ricerca dei cosiddetti “ripari”. Scopriamo insieme di cosa si tratta!

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ripari del beigua
Photo by Superchilum – Wikimedia Commons

Nel Parco naturale regionale del Beigua, sulle alture tra Arenzano e Cogoleto, sono stati tracciati quattro nuovi percorsi escursionistici dedicati alla scoperta dei cosiddetti “ripari”, piccole costruzioni in pietra disseminate lungo i pendii dell’entroterra genovese. Si tratta di piccole strutture costruite tra Ottocento e Novecento con pietra locale e utilizzate in passato da contadini, pastori e viandanti come rifugio temporaneo durante le attività agricole o i lunghi cammini attraverso le montagne liguri.

Questi nuovi percorsi ad anello permettono di scoprire uno dei territori più suggestivi della Liguria. Si tratta di una zona dove la montagna scende rapidamente a picco verso il mare, offrendo panorami spettacolari sulla Riviera. L’iniziativa valorizza una rete di sentieri già molto frequentata all’interno del Beigua, geoparco riconosciuto dall’UNESCO e uno dei più importanti habitat naturali della regione.

I quattro nuovi “anelli dei ripari” nell’entroterra di Genova

4 anelli dei ripari
Photo by nonmisvegliate – Pixabay

I quattro nuovi percorsi ad anello sono identificato da un colore e hanno caratteristiche diverse per lunghezza e difficoltà. Gran parte di essi parte dalla località Curlo, sopra Arenzano, il punto di accesso ai sentieri del territorio del Beigua. Il primo itinerario, contrassegnato dal colore verde, è uno dei più impegnativi. Sono circa 11 chilometri che portano a diversi ripari storici come Scarpeggin, Ai Belli Venti, Ex-Dazio e Salve Regina. Lungo il tragitto si aprono ampie vedute panoramiche sulla città di Genova e sulla Riviera di Levante.

Il secondo e il terzo anello, rispettivamente segnalati in viola e rosa, sono di difficoltà media e si sviluppano per circa 9 chilometri ciascuno. Il percorso viola tocca i ripari ben conservati di Ramà, Beppillu e Leveè, mentre il percorso rosa passa vicino ai ripari Sambuco e Cianella e include una deviazione verso il lago della Tina, una marmitta dei giganti immersa nella vegetazione.

Il percorso più lungo e il fascino dell’Alta Via dei Monti Liguri

Parco del Beigua
Photo by Superchilum – Wikimedia Commons

Il quarto anello è il più lungo e impegnativo. L’itinerario parte dal Passo del Faiallo e si sviluppa per circa 15 chilometri, raggiungendo ripari come Buniccu, Fasciun, Padre Rino e Cima del Pozzo. L’anello interseca uno dei tratti più suggestivi dell’Alta Via dei Monti Liguri, il lungo itinerario escursionistico che percorre l’intero arco montuoso regionale. Cosa sapere prima di partire:

  • i quattro anelli escursionistici sono segnalati con colori differenti per facilitare l’orientamento;
  • la maggior parte degli itinerari parte dal Curlo, facilmente raggiungibile da Arenzano;
  • presso ogni riparo incontrato è presente un pannello con QR code che permette di scoprirne la storia e scaricare le tracce GPS degli itinerari;
  • le lunghezze variano da 9 a 15 chilometri, con livelli di difficoltà che vanno da medio a impegnativo;
  • percorrendo i sentieri si attraversano ambienti naturali diversi: pascoli d’altura, boschi e tratti panoramici affacciati sul mar Ligure.

I nuovi anelli dei ripari rappresentano un modo per conoscere l’entroterra di una regione, la Liguria, che non è solo mare e spiagge. Lungo gli antichi sentieri è possibile scoprire la natura, la storia e le tradizioni della vita quotidiana sulle montagne liguri, quando l’entroterra era ancora intensamente frequentato da agricoltori e allevatori.

Non sono semplici sentieri, in Liguria c’è qualcosa che pochi conoscono: foto e immagini