Roma jewish, un giro al quartiere ebraico

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Il ghetto ebraico di Roma è uno spaccato su una delle più antiche civiltà al mondo, nel posto più antico della storia.

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Roma ebraica

Nella Roma di Trastevere che pare ancora la “Roma de li Romani”, abbiamo una meta che vi porterà tra le radici jewish.

Qui troverete uno dei luoghi più remoti dell’ Occidente in cui è vissuta e perpetua l’ essenza del popolo di Mosè, l’ Antico quartiere Ebraico di Roma. Nato per volontà di Papa Carafa, Paolo IV (quello dell’ Indice dei libri proibiti), ha fatto parte delle vicende capitoline e nostrane. E per conoscerlo, vi portiamo nelle suoi luoghi.

Cosa vedere nel ghetto ebraico

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Entrando nel ghetto ebraico sarà lo sfondo a stupirvi. Un paesaggio fatto delle rovine, con il Portico di Ottavia e il Teatro di Marcello.

Primo luogo per iniziare il percorso nel quartiere è il Tempio Maggiore. Al visitatore si presenta come un grande edificio dal motivo ispirato alle civiltà assiro-babilonesi. Disposto su due piani, a forma quadrata, con al vertice un cupolone, rievoca la Stella di David.

La Sinagoga è il luogo di preghiera e punto di riferimento di conservazione e perpetuazione culturale per la comunità jewish.

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Per questo, consigliamo di scendere i sotterranei. Qui troverete il piccolo Tempio Spagnolo e il museo Ebraico.

A parlare ai visitatori sarà la strada. Esse mostrano da un lato le remote origini, il perduto protettorato pontificio, l’allargamento prestato dal Regno d’Italia fino al dramma del 38′ e del 43′.

Proseguendo una tappa all’ iconica ars del Bernini e le sue tartarughe. La fontana delle tartarughe è la rappresentazione d’amore per una donna di un notabile del XVI sec. Il duca Mattei contro la paterna riluttanza del padre, la fece costruire sotto le sue finestre.

In seguito sarà il Bernini a rimaneggiare il plesso.

Jewish a tavola: cosa mangiare

Una capatina romana nel ghetto ebraico deve anche essere un’occasione per provare il Kosher. Cos’è? La cultura enogastronomica ebraica abbraccia precetti religiosi.

Lo stesso lemma è traducibile con “permesso per legge”, quindi kosher alias cucinabile. Prima eccellenza del ghetto è il carciofo alla giudia, tra i cardini della cucina romana.

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Ciononostante per provare il carciofo kosher, è consigliato passare, come tradizione chiede, a marzo.

Il pescato vince sulla tavola kosher capitolina. Brodo di pesce, filetti di baccalà e pesce ripieno sono le prelibatezze più esemplari.

Per scegliere non avrete che passeggiare tra i vicini portici, dove oltre ai frascatari, troverete locali adatti ai vostri palati.

Info utili

Il ghetto ebraico di Roma si trova nei pressi del quartiere Trastevere. L’accesso alla Sinagoga è consentito esclusivamente con ticket d’ingresso (11€ intero, ridotto 5€ per studenti, 8€ per i gruppi) per il Museo ebraico.

Museo ebraico è aperto tutti i giorni dalla domenica al venerdì nei seguenti orari 9.00-17.00. Chiuso il sabato e tutte le festività ebraiche. L’orario invernale potrebbe subire variazioni.

Il ghetto ebraico è raggiungibile dalla Stazione Roma Termini con bus linea 70, proseguire dalla fermata di Largo Torre Argentina e in 10 minuti sarete lì. Non mancate di vedere le altre bellezze nei dintorni!

Roma jewish: foto e immagini