Dopo la sentenza del TAR, la circolare del Viminale contro le keybox vale ancora?

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Il Tar della Regione Lazio di recente aveva annullato gli effetti della circolare emanata dal Viminale, che a sua volta aboliva le keybox, rendendo obbligatorio l’incontro tra i vacanzieri e gli host di una casa vacanza. Ma allora quali sono le regole ufficiali ed in vigore?

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In prima battuta una circolare del Viminale proponeva di abolire l’uso delle keybox e rendere obbligatorio l’incontro tra gli host degli appartamenti e gli ospiti. Una soluzione che secondo l’associazione FARE (a tutela delle strutture ricettive extralberghiere) avrebbe complicato la gestione turistica.

Così il TAR del Lazio, convinto delle tesi promulgate dalla FARE, ha accolto il ricorso alla circolare del Viminale e ha annullato i suoi effetti. D’altronde, anche per i giudici del tribunale amministrativo della Regione, la presenza o meno dei lucchetti non implicherebbe un danno per la pubblica sicurezza.

Cosa succede alla circolare Viminale contro le keybox?

Viminale Roma
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Al momento la circolare del Viminale che vieta l’uso delle keybox risulterebbe nulla. Infatti è in corso un procedimento contro la sentenza del TAR del Lazio al fine di abolire il check in da remoto e far prevalere l’incontro de visu.

La Capitale, Roma, intanto spera che il Consiglio di Stato possa accogliere e valutare l’idea di tornare a cancellare l’uso dei lucchetti, visto che la gestione complessiva delle strutture extra alberghiere richiede un impegno non indifferente contro la “pubblica sicurezza”.

Dai dati evinti da Romatoday, nel 2024 le case vacanze, gli affittacamere e i B&B erano 32.753, per poi crescere fino ad oggi a 38.500. La maggior concentrazione sarebbe in centro città, e proprio il modo in cui le keybox vengono installate, violerebbero l’articolo 4, lettera G, su quanto sancito dalla polizia locale.

L’articolo di Legge riguarderebbe l’affissione illecita in spazi pubblici dei portachiavi a disposizione degli ospiti in vacanza. Gli host infatti, non si sarebbero creati problemi ad installarli in prossimità del B&B o della casa vacanza (talvolta anche in edifici privati), senza però alcuna autorizzazione.

Nei primi mesi del 2025 la polizia locale ha rimosso 500 keybox che erano state installate in luoghi pubblici e non autorizzati. L’Assessore al Turismo ha dichiarato di continuare la sua lotta contro le installazioni “selvagge”, al fine di mantenere un buon decoro pubblico per la città di Roma.

Il caso della riduzione di adempimenti burocratici

Keybox in strada a Roma
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Sull’argomento c’è tanta confusione e non mancano i pareri contrastanti, tra le intenzioni di Alessandro Onorato (Assessore al Turismo), desideroso di voler abolire le keybox, e il TAR del Lazio che reputa di contrastare il Decreto Legge 201 dell’anno 2011.

Il Decreto emanato 14 anni fa aveva e ha lo scopo di migliorare la burocrazia e ridurre gli adempimenti, al fine di garantire equità, crescita e consolidamento dei conti pubblici.

Cancellando ogni possibilità di gestire da remoto le prenotazioni degli ospiti, i giudici dei tribunali sono convinti di contrastare il provvedimento del 2011, arrecando forti disagi agli host delle case vacanze.

Adesso non resta che seguire gli aggiornamenti del ricorso e attendere che il Consiglio di Stato faccia le sue valutazioni sul da farsi.

Circolare Viminale keybox: foto e immagini