Check-in remoto per gli alloggi in Italia: dal ritorno delle key box alle direttive locali
Arrivano grandi novità per il check-in remoto per gli alloggi in Italia: si passa dal ritorno delle key box alle direttive locali per agevolare i turisti e la loro permanenza.
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Quando si programma un viaggio, grande importanza la ricopre la scelta dell’alloggio perfetto. L’hotel può spesso rappresentare un vincolo troppo grande per coloro che hanno bisogno di elasticità di spazi, gestione e orari.
Ecco che si preferisce in molti casi l’affitto di una casa o di un mini appartamento dotato di tutti i comfort. Per venire incontro alle esigenza del viaggiatore, da tempo sono state introdotte le key box, ritenute spesso però poco sicure poiché negano la possibilità dell’incontro fisico con gli inquilini.
Dopo numerose problematiche e casi a riguardo, il Tar del Lazio si è espresso, apportando numerose modifiche al check-in remoto per gli alloggi in Italia. Scopriamo insieme tutte le novità a riguardo.
Le modifiche alle regole per il check-in in remoto per gli alloggi in Italia
Il check-in remoto è una modalità molto comoda per i viaggiatori che si recano presso l’alloggio prenotato senza problemi di spostamenti e orari. Molto spesso infatti, si incappa in annosi ritardi tra tra treni e aerei ma niente paura: in contatto con il proprietario, si può comodamente effettuare la procedura automatica di ingresso senza incontrarli fisicamente.
Come ogni cosa, ha i suoi pro velocizzando le operazioni ma anche i suoi contro, con un minor controllo degli inquilini presenti. Non a caso il Tar del Lazio si è espresso per cercare di regolamentare al meglio questo meccanismo, lasciando comunque libero arbitrio ai vari comuni italiani per la sua gestione.
Il problema della sicurezza sollevato dalle associazioni di categoria

Per gli affitti di breve durata, il check-in da remoto prevede una procedura di identificazione dell’acquirente rigorosamente online, molto rapida. Può avvenire tramite l’invio dei documenti tramite messaggi o mail oppure utilizzando dei software appositi. Una volta avuto l’ok, viene condivisa la procedura d’ingresso tramite key box o semplicemente per l’apertura della porta.
Tutto secondo le norme, rendendo il meccanismo molto più veloce e meno invasivo sia per il viaggiatore che per il proprietario. Nonostante ciò, per le associazioni di categoria non è ancora abbastanza per ragioni di sicurezza. Il tutto è diventato ancor più preoccupante per l’anno Giubilare e la grande mole di turisti da gestire in questo 2025 in particolar modo per ammirare le bellezze di Roma. Ecco che è stato chiamato in causa il Tar del Lazio, per varare una regolamentazione più precisa a riguardo.
La decisione del Tar del Lazio e tutti i cambiamenti per il 2025

La decisione del Tar del Lazio ha però sorpreso tutto, ritenendo l’identificazione in remoto potenzialmente ugualmente affidabile rispetto a quella di persona, che può ugualmente essere fallace. Inoltre, considera l’obbligo dell’incontro di persona troppo impegnativo per le parti, costrette a regolare i propri impegni in base agli orari di accesso, andando incontro a numerosi imprevisti.
Nonostante ciò, resta il libero arbitrio dei vari comuni italiani che possono decidere in merito alle key box come agire. Caso peculiare è quello della splendida Firenze che le ha vietate sul suolo pubblico, creando così un precedente molto importante.