Il futuro di easyJet è appeso a un filo: cosa rischiano i passeggeri
Il futuro di easyJet si deciderà il 5 luglio, quando il fondo americano Castlelake dovrà scegliere se presentare un’offerta definitiva per acquistare la compagnia. Ecco cosa potrebbe cambiare per i passeggeri.
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EasyJet è la seconda compagnia low cost d’Europa e rappresenta uno dei principali operatori del trasporto aereo continentale. Dopo aver respinto quattro offerte ritenute troppo basse, il consiglio di amministrazione ha concesso a Castlelake qualche giorno in più per presentare una proposta migliorata. La scadenza è fissata alle 17:00 del 5 luglio, data entro la quale il fondo dovrà decidere se procedere oppure ritirarsi definitivamente.
La vicenda ha attirato l’attenzione non solo degli investitori, ma anche delle istituzioni europee e britanniche. Il timore principale non riguarda tanto un cambio di proprietà, quanto l’ipotesi che la compagnia possa essere smontata pezzo per pezzo, con la vendita degli aerei, degli slot aeroportuali e delle altre attività considerate più redditizie. E questo potrebbe ridurre la concorrenza e avere effetti diretti su milioni di viaggiatori.
Cosa potrebbe cambiare per chi vola con easyJet

Al momento non esiste alcuna decisione definitiva e tutti i voli programmati della compagnia low cost britannica continuano a operare regolarmente. Tuttavia, se in futuro la compagnia dovesse essere smembrata o ridimensionata, gli esperti ritengono che il mercato europeo potrebbe risentirne in modo significativo. Secondo l’Antitrust UE, circa un posto su undici sulle rotte europee è oggi offerto da easyJet. Una riduzione così importante dell’offerta limiterebbe la scelta dei passeggeri e potrebbe favorire un aumento delle tariffe sulle tratte più richieste.
Anche il governo britannico ha chiesto garanzie affinché la compagnia rimanga integra, sottolineando il valore strategico di easyJet per il trasporto aereo europeo. In Italia il vettore è il terzo per numero di voli, dopo Ryanair e ITA Airways, con basi particolarmente importanti a Milano Malpensa e Napoli Capodichino. Un eventuale ridimensionamento potrebbe tradursi nella perdita di numerosi collegamenti diretti oggi molto utilizzati sia dai turisti sia da chi viaggia per lavoro.
Le rotte italiane che potrebbero risentire maggiormente

Se il numero dei voli dovesse diminuire, gli aeroporti italiani maggiormente interessati sarebbero proprio quelli dove easyJet concentra gran parte delle proprie operazioni. Per ora si tratta soltanto di uno scenario ipotetico, ma queste sono alcune delle possibili conseguenze evidenziate dagli analisti e dagli osservatori del settore.
- Meno scelta per chi parte da Milano Malpensa: potrebbero diminuire i collegamenti verso numerose capitali europee e destinazioni come Reykjavik, Rovaniemi, Tbilisi, Sharm el-Sheikh, Rabat, Marrakech.
- Napoli potrebbe perdere molte rotte dirette: lo scalo campano rischierebbe un ridimensionamento dei voli verso città europee e località turistiche come Edimburgo, Oporto, Marsa Alam, Mykonos, Rodi, Kos, Santorini e Skiathos.
- Possibili rincari dei biglietti: con meno concorrenza su diverse tratte, i prezzi potrebbero aumentare soprattutto nei periodi di alta stagione, lasciando ai passeggeri meno alternative.
- Riduzione della concorrenza nei cieli europei: una quota importante dell’offerta low cost verrebbe meno, con effetti sulla disponibilità di posti e sulla libertà di scelta dei viaggiatori.
- Nessun cambiamento immediato: fino all’esito della trattativa e a un’eventuale decisione definitiva, i voli easyJet continuano a essere operativi e i biglietti già acquistati restano validi.