Il prezzo nascosto della guerra: siti UNESCO a rischio distruzione
Antiche testimonianze di civiltà straordinarie sono in pericolo. La guerra in Iran sta mettendo a rischio un patrimonio culturale di valore inestimabile, con 29 siti UNESCO coinvolti e numerosi monumenti storici danneggiati anche in altre aree del Medio Oriente. Ecco cosa sta succedendo.
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La nuova escalation militare che coinvolge l’Iran e diverse aree del Medio Oriente sta mettendo seriamente in pericolo un patrimonio storico di straordinario valore culturale, coinvolgendo direttamente siti riconosciuti dall’UNESCO e trasformando luoghi simbolici in obiettivi fragili ed estremamente esposti.
Con i suoi 29 siti iscritti nella lista del patrimonio mondiale UNESCO, l’Iran si colloca tra i Paesi più ricchi di testimonianze storiche e artistiche a livello globale, oggi minacciate da danni potenzialmente irreparabili. Di fronte ai bombardamenti delle ultime settimane, l’UNESCO ha richiesto incontri urgenti con il Consiglio di Cooperazione del Golfo, nel tentativo di proteggere i suoi siti.
29 siti UNESCO della civiltà persiana: i danni

I danni dei recenti raid riguardano la capitale Teheran e in particolare il Palazzo del Golestan, la residenza storica della dinastia reale Qajare e il più antico monumento della città. I danni non sono stati diretti, ma conseguenza delle onde d’urto dell’attacco del 10 marzo 2026, che hanno compromesso decorazioni di grande valore come vetrate, specchi e intarsi, simbolo dell’arte persiana. Situazione simile anche a Esfahān, città che custodisce alcuni dei complessi monumentali più celebri del Paese. Risulta danneggiato il seicentesco Padiglione Chehel Sotoun, Bene protetto dall’UNESCO in quanto mirabile esempio di giardino persiano, noto per i suoi preziosi affreschi e l’architettura in stile talar di epoca achemenide.
Sempre nella città di Esfahān, la piazza Naqsh-e Jahān, una delle piazze più grandi e spettacolari al mondo, si trova fortemente esposta ai raid nemici in quanto luogo di notevole importanza storica e culturale. Lungo i suoi lati si affacciano la Moschea dello Scià, la Moschea Sheikh Lotfallah e il Palazzo Ali Qapu, da cui si accede al quartiere residenziale dei sovrani Safavidi. Infine, la Moschea del Venerdì, l’espressione architettonica più importante dell’impero selgiuchide e Bene protetto dall’UNESCO, è stata parzialmente danneggiata dall’onda d’urto degli attacchi vicini.
Patrimonio culturale in pericolo tra Iran e Medio Oriente

Ma i pericoli riguardano ora anche le regioni meridionali dell’Iran, dove si trovano alcuni dei siti archeologici più importanti della civiltà persiana, particolarmente esposti in caso di intensificazione del conflitto. E l’allarme supera i confini iraniani e si estende a tutto il Medio Oriente, coinvolgendo luoghi di altissimo valore storico, artistico e religioso. Altri siti per i quali l’UNESCO ha espresso preoccupazione sono:
- Persepoli (Iran): uno dei complessi archeologici più importanti dell’antica Persia achemenide;
- Pasargadae (Iran): conserva la tomba di Ciro il Grande, fondatore dell’impero persiano;
- la Città Vecchia di Gerusalemme: racchiude luoghi sacri di rilevanza universale come il Muro del Pianto, la Basilica del Santo Sepolcro e la Moschea di Al-Aqsa;
- i siti fenici e romani del Libano;
Dunque, la situazione è critica, con un patrimonio culturale in questo momento estremamente vulnerabile, poiché ogni attacco rischia di cancellare millenni di storia. In situazioni di guerra, le operazioni di messa in sicurezza, restauro o monitoraggio risultano fortemente difficoltose, aumentando il rischio di perdite irreversibili. Per questo motivo l’UNESCO sta costantemente lanciando appelli sull’importanza di rispettare le convenzioni internazionali che proteggono il patrimonio culturale in caso di conflitti.