Prime ondate di multe in spiaggia: i motivi sembrano “assurdi”
La voglia di andare al mare a rilassarsi, talvolta è così forte che ci si dimentica del codice civico e anche stradale, rischiando di commettere una infrazione. Qui tutti i suggerimenti utili per non incappare in multe.
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Con l’arrivo dell’estate l’assalto alle spiagge italiane più belle d’Italia è sempre più frequente, così come lo sono il numero di trasgressori che rischiano delle sanzioni salatissime (fino a 9.000€ in base alla gravità del reato).
Ogni anno le Forze dell’Ordine individuano delle infrazioni importanti e si ritrovano a dover fare delle multe in spiaggia, oppure farle recapitare direttamente a casa del trasgressore. I motivi sono molteplici, qualche volta dettati dalla fretta di trascorrere una giornata all’insegna del relax e altre dalla “pigrizia” o perfino mancata conoscenza.
Di seguito gli errori da non commettere per non ricevere sanzioni e godersi serenamente la propria giornata al mare.
Quali multe possono esser prese in spiaggia e fuori

Le prime multe che potrebbero esser afflitte durante una giornata in spiaggia sono destinate a chi raccoglie dei sassi, delle conchiglie, della ghiaia o qualunque altro materiale così com’è sancito dall’articolo 1162.
La normativa italiana dunque, punisce i trasgressori – e con sanzioni piuttosto elevate – che indipendentemente che si trovino in uno stabilimento balneare o in zone portuali (come canali, laghi e fiumi), portano con sé del materiale marittimo (dalla alghe alle conchiglie, dall’arena ai sassi).
É anche facile immaginare che durante una giornata al mare, siano proprio i bambini che dopo aver giocato (e nella loro innocenza), poi desiderino portare a casa delle conchiglie o sassi. Ecco perché la responsabilità ricade sui genitori, che dovranno evitare che ciò accada.
Le Leggi potrebbero variare da Regione a Regione e anche da un Continente all’altro. In Italia ad esempio, la Regione Sardegna punisce con delle sanzioni tra 500€ e 3.000€ per chi raccoglie qualunque cosa si trovi in mare o nella spiaggia (come una conchiglia).
Alle Maldive invece, non si è neppure “liberi” di spostare una conchiglia da un punto all’altro.
Occupazione abusiva
Chi non vuole occupare un posto in uno stabilimento balneare legalmente autorizzato previa concessione demaniale marittima, può liberamente godersi la sua giornata al mare optando per la spiaggia libera.
Tuttavia, spesso è facile notare bagnanti che occupano la spiaggia libera con degli ombrelloni o delle sdraio al solo fine di “rendere impossibile agli altri di potersi sedere o sdraiare”.
Un atteggiamento simile si configurerebbe come occupazione abusiva del demanio marittimo, con il rischio non solo di ricevere una sanzione, ma anche di vedersi sequestrare l’intera attrezzatura utilizzata per occupare illecitamente la spiaggia libera.
Spiagge attrezzate “selvagge”

Le spiagge attrezzate e i lidi balneari, per poter lavorare devono avere le necessarie autorizzazioni e concessioni demaniali marittime. Le normative impongono ai gestori di tali attività, di adempiere in maniera precisa e scrupolosa, pena – anche per loro – sanzioni molto salate.
Un altro caso di “multe in spiaggia”, è proprio l’inosservanza delle regole dei gestori di lidi. Capita spesso di trovare sull’arenile non solo delle sdraio ma anche degli ombrelloni, che occupano la spiaggia libera e impediscono ai bagnati di poter usufruire di un luogo pubblico.
Il controllo al fine di mantenere un corretto ordine pubblico e il rispetto delle regole marittime, è sotto la responsabilità delle Forze dell’ordine e occasionalmente anche dei militari del Nucleo Forestale.