Vacanze estive a rischio: la crisi in Medio Oriente sta colpendo anche la navigazione
Con la chiusura dello Stretto di Hormuz che ha già portato moltissimi aeroporti a sospendere numerosi scali per via delle scarse riserve di carburante, in Italia cresce l’allarme anche nel settore dei traghetti: ecco quali sono le mete estive più a rischio.
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Mentre si continua a parlare delle possibili limitazioni che hanno già portato alcuni aeroporti a sospendere temporaneamente qualche scalo per via delle poche riserve di carburante, lo stesso problema si potrebbe estendere anche nel settore dei traghetti.
In vista dell’imminente stagione estiva, tutti coloro che vogliono raggiungere non solo la Sicilia e la Sardegna ma anche le isole minori dovranno tenere monitorata la situazione.

Dopo il blocco ufficiale dello Stretto di Hormuz che ha portato già ad un netto aumento dei prezzi dei biglietti aerei in modo particolare per quanto riguarda le tratte europee, un ulteriore allarme è stato lanciato da Confitarma e Assoarmatori i quali hanno chiesto al Governo un intervento mirato prima che i rincari (in vista dell’alta stagione ormai alle porte) raggiunga anche il settore della navigazione.
Tra le tratte maggiormente a rischio, troviamo quelle verso le isole maggiori ovvero la Sardegna e la Sicilia, ma non solo dal punto di vista del turismo ma anche da quello della continuità territoriale ovvero quegli spostamenti che consentono a tutti coloro che vivono sulle due isole di raggiungere il resto della penisola.
Ad avere registrato i primi aumenti nei prezzi è sia la tratta che collega la Sicilia alla Calabria che le rotte che collegano la Toscana alla Corsica: queste ultime sono state colpite al punto tale che hanno dovuto mettere in atto uno stop che si è prolungato per diverse ore.
Nei giorni scorsi i presidenti di Assoarmatori e Confitarma Mario Zanetti e Stefano Messina, hanno dichiarato come in Italia, il trasporto marittimo svolga un ruolo fondamentale e sebbene un primo impatto sia già stato segnalato dal settore delle crociere, potrebbe presto coinvolgere anche le tratte a corto raggio.
Prenotare prima che i prezzi aumentino

Per proteggersi quanto più possibile da un potenziale aumento del costo dei biglietti dei traghetti, le due associazioni chiedono un versamento di un contributo straordinario sottoforma di credito d’imposta. Ad essere al centro dell’attenzione sono soprattutto l’olio combustibile pesante e il carburante marino: per questi due prodotti la richiesta è quella di riuscire a riportare il loro prezzo ai livelli del pre – conflitto.
Senza un intervento mirato, si rischia che alcuni dei principali collegamenti vengano direttamente cancellati. Per tutti i viaggiatori che in vista dell’estate hanno intenzione di intraprendere un viaggio in traghetto, il consiglio lanciato dalle associazioni è quello di prenotare i biglietti prima che quest’ultimi si adeguino ai nuovi costi e quindi aumentino in maniera vertiginosa.
Inoltre sia Confitarma che Assoarmatori consigliano di stipulare una polizza assicurativa che possa coprire tutte le spese in caso di cancellazione oppure di annullamento.