I cacciatori della Groenlandia


Chi sono gli Inuit? Dove Vivono? Come sopravvivono?

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Dove vivono gli eschimesi

Nelle regioni più remote della Groenlandia, i cacciatori, gli Inuit, trascorrono fino a due mesi sul ghiaccio, cercando le prede quali foche e orsi polari.

Vivono in un ambiente difficile, dove le temperature possono scendere a – 40°C, tuttavia cacciano per sopravvivere, proprio come facevano i loro antenati più di 4000 anni fa.

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Gli Inuit

Gli Inuit sono una popolazione che discende dalla razza mongolica.

Essi hanno una corporatura tozza, con bassa statura e arti inferiori corti (tutti caratteri atti a contrastare le basse temperature); il colorito della pelle è bruno-giallastro, la faccia appiattita con un grande cranio.

Sono conosciuti e chiamati anche nel termine più noto: eschimesi.

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Secondo alcuni la parola eschimese, significa “mangiatori di carne cruda”, secondo altri “fabbricante di racchette da neve”, e fu usato dai nativi Americani Algonchini del Canada orientale per indicare questo popolo loro vicino, che si vestiva di pelli ed era costituito da esperti cacciatori.

Il nome che gli Inuit usano per definirsi significa, invece, semplicemente “uomini”.

Anche se alcuni gruppi vivono su fiumi pescosi ed altri cacciano caribù nelle zone interne, gli Inuit vivono tradizionalmente della caccia di mammiferi marini (foche, trichechi e balene), e la struttura e l’etica della loro cultura si sono sempre rivolte al mare.

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La capacità degli Inuit di adattamento a un ambiente freddo e difficile è legata alla loro particolare abilità nel costruire attrezzi e altri utili accorgimenti da ogni tipo di materiale.

Vestiti in pelle, arpioni d’avorio o di corno, con lame di pietra, pattini di slitte fatti all’occorrenza con strisce di carne gelata sono esempi dell’adattamento indigeno ai materiali naturali.

Usano il Kayak o imbarcazioni a motore per cacciare in mare oppure aspettano vicino alle aperture nella banchina di ghiaccio l’uscita delle foche.

Durante le battute di caccia usano gli igloo come riparo di emergenza e usano le pelli degli animali per fabbricarsi vestiti (es.anorak).

Per spostarsi sulla neve usano slitte trainate dai cani o da renne anche se le motoslitte stanno largamente rimpiazzando questo modo di viaggiare.

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Gli Inuit sono un popolo spirituale, tant’è vero che già molto prima dell’avvento delle luci elettriche e dei mezzi a motore, la conoscenza del cielo notturno era un aspetto essenziale per la sopravvivenza dei popoli del nord. L’intera famiglia accompagnava gli uomini durante le battute di caccia che duravano per giorni e giorni. Durante lo svolgimento del viaggio, effettuato in slitte trainate da cani, il padre indicava, nella lunga notte artica, i vari corpi celesti ai figli, e, al termine del viaggio, mentre gli uomini costruivano l’igloo per la notte, le madri narravano ai bambini le storie legate al cielo.

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L’usanza di farsi guidare, nel percorso di vita, dal cielo e dalle sue costellazioni, è tutt’oggi molto sentita in quest’angolo della terra.

Per molti secoli, gli Inuit hanno vissuto in un isolamento quasi totale.

Nonostante qualche contatto, breve e limitato, con i primi esploratori, è stato solo dopo l’arrivo delle flotte baleniere del secolo scorso che gli Inuit hanno avuto rapporti sociali, costanti e significativi, con gli europei.

La particolarità di questo popolo è sicuramente affascinante, sia per quanto riguarda i costumi, sia per quanto riguarda la cultura.

Il loro stile di vita, il loro pensiero, dovrebbero essere compresi e magari assimilati in una certa misura, per riscoprire un modo di vivere più in sintonia con il nostro essere parte della natura.

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