Messico e Guatemala racconto di viaggio


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Messico consigli utili e informazioni

Partenza lunedì sera da Venezia scalo a Londra con pernottamento in hotel, ripartiamo martedì mattina, scalo a Houston e finalmente in serata arrivo a Merida.

C’è tanto caldo.

Un taxi abbastanza scassato ci porta all’Hotel .

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La nostra stanza è a dir poco molto spartana ma, per fortuna,  l’aria condizionata funziona e dopo una piacevole doccia ci addormentiamo con l’aria a botto.

Al mattino ci dirigiamo subito alla stazione dei pullman per acquistare i biglietti del bus per Uxmal e Campeche.

Messico cosa vedere e luoghi da visitare

Arriviamo a Uxmal, in mezzo al verde si intravedono pietre, strutture murarie, rovine e finalmente la grande piramide, il tempio maya maestoso imponente, è incredibile che abbia 2000 anni.

Saliamo sino in cima e la veduta è eccezionale, la valle a perdita d’occhio.

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Poi nel prato in posa per la foto un iguana e poi un altro e un altro ancora, questi lucertoloni colorati passeggiano tranquilli tra l’erba e i sassi.

Cena a base di pesce al ristorante e poi a nanna, crollo dal sonno.

Il mattino seguente alle  9:05 parte il pullman per Campeche.

Tutto ok, aria condizionata, bagno e tv.

L’autista prima di partire si fa il segno della croce e la cosa non è tranquillizzante, siamo nei primi sedili meglio allacciare le cinture.

Blocco di controllo, tre uomini in divisa, armata, controllano il vano bagagli e poi ci danno il via libera, lasciamo lo Yucatan entriamo in Campeche.

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Il paese si presenta molto colorato e vivace, sole stupendo, alloggiamo in centro  a lato della cattedrale all’hotel Posada sono le 13,30 facciamo un giro sul lungo mare e andiamo al ristorante La Parroquia (buon consiglio del taxista).

A sera pioggia torrenziale, aspettiamo che passi poi usciamo per vedere il paese illuminato.

Cena alla Casa Vieja nella grande terrazza sulla piazza, la vista della cattedrale illuminata è fantastica.

Al mattino, abbiamo 2 ore d’attesa per il bus e decidiamo di fare un giro in taxi visto che ieri con la pioggia non abbiamo visto molto.

La signora taxista molto gentilmente ci illustra la parte più alta e più vecchia di Campeche.

Il giorno seguente, alle ore 11:10, prendiamo il bus verso Palenque.

Lungo il percorso si vedono tante baracche con tetti di paglia, piccole strutture essenziali trasandate, tanti tanti bambini ovunque, mentre sul bus alla tv trasmettono un documentario sulle coste italiane.

Palenque

La stazione degli autobus di Palenque ricorda il  far west, al lato della strada c’è solo la biglietteria con davanti una tettoia e 4 panchine in fila.

Pernottiamo poco lontano in hotel  modesto ma accogliente e cena al ristorante Las Tinajas, locale caratteristico e menù ben assortito per qualità/prezzo.

Come sempre al ristorante arriva la classica ciotolina che è fuoco sulla lingua,  meglio evitare.

Sabato partenza ore 8 in un piccolo bus per tour zona archeologica di Misol HaAgua azul.

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Entriamo nella zona archeologica di Palenque la guida ci accompagna sui templi raccontandoci del re Pacal della regina rossa, le costruzioni sono immerse in una selva di enormi piante verdi e le scimmie saltano da un ramo all’altro emettendo forti urli che rendono questo luogo ancora più affascinante.

Con il naso in su siamo affascinati da questa meravigliosa convivenza di natura verde e selvaggia con l’antica storia Maya.

La grande cascata di  “Misol Ha” non ci stupisce più di tanto mentre veramente bello è Agua Azul con i suoi corsi d’acqua, le cascate e tanti piccoli bacini a vari livelli dove la gente, Ugo compreso fa il bagno.

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Ovunque baracche dove vendono di tutto, da oggetti ricordo a pollo fritto a pezzi di frutta a tortillas (pane) ripieno, i colori e gli odori sono tanti ma per noi nulla è  stuzzicante e di sicuro l’igiene non è di casa qui.

Il mattini seguente trasferimento da Palenque a San Cristobal con bus di lusso.

Il viaggio è drammatico mi prende la nausea che mi costringe a servirmi più volte del bagno, ho nostalgia del nostro camper.

Arriviamo a S.Cristobal piove a dirotto, le strade sembrano fiumi, ecco perchè i marciapiedi sono così alti; in taxi andiamo all’agenzia a  prenotare mini bus per Guatemala dopo di che dritti all’Hotel, io devo assolutamente coricarmi mi sento distrutta.

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Fortunatamente alle 16.30 mi sveglio e mi sento molto meglio usciamo per una passeggiata in centro.

La serata è fresca ma bella, arriviamo sino al Centro Culturale Na Bolom e riusciamo a prenotare la cena di stasera.

Alle sette ci troviamo insieme ad altri turisti stranieri  in una grande sala con il camino acceso seduti intorno ad un unico lungo tavolo, l’ambiente e l’atmosfera sono molto caratteristici e pur conoscendo solo lo spagnolo ci si ritrova a chiacchierare o comunque a capirsi tutti insieme cenando.

E’ una bellissima esperienza.

Al mattino partiamo in gruppo con una signora che ci farà da guida  per San Juan Chamula.

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Prima tappa a Zinacantan dove  proseguiamo a piedi attraverso sentieri di campagna mentre la guida ci raccomanda  di non fotografare le persone perchè credono che così gli rubiamo l’anima, ci  spiega che questo popolo ha un particolare culto dei morti e della morte, che la maggior parte dei bambini sino a poco tempo fa non erano scolarizzati e che a tutt’oggi si praticano riti di stregoneria per chiedere salute fertilità e altro.

Passeggiando in mezzo a campi di verdure e fiori incontriamo donne indaffarate a lavare nel torrente.

Arrivati in piazza, alla chiesa,  vediamo una processione di gente con addosso costumi di tessuto blu e disegni fucsia che  si dirige verso l’ abitazione di uno sciamano  “grande capo” per festeggiare.

La guida continua a spiegarci i vari riti ed entrando in chiesa ci rendiamo conto di quanto ci ha detto.

Il pavimento ricoperto di aghi di pino, candele di vari colori accese, donne in ginocchio con polli da “sacrificare”, un atmosfera  è a dir poco medioevale. Rientro con pioggia scrosciante, come ogni pomeriggio.

Domani attraversiamo  la frontiera  per il Guatemala…(continua seconda parte).

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