Il 2025 degli affitti brevi: costi, regole e novità
Il 2025 degli affitti brevi non sarà un anno semplice, soprattutto dal punto di vista burocratico e logistico. Infatti, dopo l’incredibile boom delle locazioni brevi a scopo turistico in appartamenti privati, verificatosi in tutta Italia, arrivano le prime strette e le regole si fanno più ferree. Ecco tutte le novità che arriveranno per i gestori a partire dal 2025.
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Quando qualche anno fa i primi temerari decidevano di lanciarsi nel mondo degli affitti brevi era impossibile prevedere come oggi questa realtà sarebbe diventata alla portata di tutti. Infatti, negli ultimi anni gli affitti brevi hanno avuto un vero e proprio boom, e sono sempre di più i proprietari immobiliari che decidono di destinare le loro seconde case ad accogliere i turisti.
Per questo, una regolamentazione era necessaria. Sembra essere proprio il 2025 l’anno in cui si inizierà a considerare gli affitti brevi come una vera e propria attività, con obblighi e restrizioni, vincoli e responsabilità, molto più di quanto si sia fatto finora. Arriveranno, quindi, novità parecchio stringenti, di cui si è già parlato, ma che entreranno in vigore a partire dai primi giorni del nuovo anno.
Il 2025 degli affitti brevi

Spesso chi si approccia al mondo degli affitti brevi non conosce tutte le leggi che li regolano e i costi che ci sono da sostenere per mandare avanti questa attività. Innanzitutto, bisogna sapere che:
- un affitto è considerato breve se ha una durata inferiore a 30 giorni;
- i gestori di un’attività ricettiva di questo tipo sono obbligati a comunicare gli arrivi alla Questura, anche in caso di scambio di casa;
- se si affitta un solo immobile, si paga una cedolare secca del 21%, se si affittano da 2 a 4 immobili la cedolare secca sale al 26%;
- per affittare il proprio alloggio è necessario essere presenti su Booking e Airbnb;
- le piattaforme di prenotazione online chiedono una commissione che va dal 3 al 10% per ogni prenotazione;
- se ci si rivolge alle società di property management la commissione va dal 30 al 50%.
Questi costi sono necessari da considerare se non si vuole fare tutto da soli, soprattutto in previsione di tutte le nuove regole che entreranno in vigore a partire dai primi giorni del 2025. Queste vogliono da un lato disincentivare gli affitti brevi, dall’altra professionalizzarli. Di conseguenza, non si vivrà più in una condizione di totale libertà e sregolatezza, come è stato finora, ma chi vorrà avviare questo tipo di attività dovrà avere a che fare con i costi di cui sopra, oltre che con le nuove regole che riguardano il Cin e il check-in di persona.
Cin e keybox

Il 2025 degli affitti brevi sarà segnato però, oltre che da quanto detto finora, dall’introduzione del Cin e dall’eliminazione delle keybox. Tutti gli immobili affittati per brevi periodi infatti dovranno essere dotati di Cin, esporlo nello stabile e negli annunci online. Chi non rispetta queste regole rischia una multa fino a 8.000 euro, oltre che l’impossibilità di continuare ad affittare il proprio immobile. Infatti, Airbnb ha dichiarato che dal 2025 accetterà solamente immobili già provvisti di Cin sul proprio portale.
Infine, la recente restrizione sulle keybox e sul check-in, renderà la vita difficile a chiunque non può seguire personalmente gli arrivi e le partenze degli ospiti. Infatti, dal 2025 sarà obbligatorio effettuare il check-in di persona, e non ci si potrà più servire delle tanto comode (per i gestori) e odiate (per i cittadini) keybox.