Referendum contro gli affitti brevi: la proposta a Lisbona
I cittadini di Lisbona chiedono a gran voce un referendum contro gli affitti brevi nella loro città. Si tratta di un’azione drastica, che però sarebbe risolutiva per la crisi immobiliare che sta vivendo il Paese. Iniziative come questa stanno prendendo piede in tutta Europa, e Lisbona non è certo una mosca bianca.

Il problema dell’overtourism e del soffocamento dei mercati immobiliari di tutta Europa è stato al centro del dibattito internazionale dei mesi scorsi. Passata l’estate però, la situazione non è rientrata, e anzi sempre più malcontento serpeggia tra i cittadini delle località più gettonate a livello turistico. Infatti, il fatto che i proprietari immobiliari decidano sempre più frequentemente di mettere a reddito i propri immobili tramite la formula degli affitti brevi, sta mandando in tilt il mercato immobiliare.
Le conseguenze di questo trend sono un’offerta via via minore di case per affitti a lungo termine, e un’impennata dei prezzi, dovuta ad una domanda crescente che non trova risposta.
La città di Lisbona ha deciso di tirare il freno a mano in questo senso, e i suoi cittadini hanno lanciato una petizione per chiedere al governo un referendum che elimini, una volta per tutte, gli affitti brevi dal centro città. Non si tratta dell’unica città che vuole ribellarsi agli affitti brevi, anzi: sempre più città stanno cercando una soluzione al problema.
Referendum contro gli affitti brevi

Le grandi città europee, quelle che non conoscono stagionalità e che in ogni periodo dell’anno rappresentano una meta ideale per il turismo, da diversi mesi a questa parte stanno vivendo tutte più o meno la stessa situazione: gli affitti brevi stanno soffocando il mercato immobiliare e i cittadini sono sempre più stufi.
La città che più di recente ha deciso di fare qualcosa è Lisbona, che a causa proprio degli affitti brevi ha visto i prezzi delle case in affitto schizzare fino a 5.349 euro/mq, con un aumento del 167% in 8 anni.
Così, più di 6.600 cittadini di Lisbona hanno lanciato una petizione per chiedere al governo di eliminare definitivamente gli affitti brevi in centro città. Si tratta di una proposta sicuramente drastica, ma che rappresenta perfettamente la frustrazione e il malcontento dei residenti. L’iter che dovrà seguire è questo:
- presentazione al Comune;
- valutazione da parte del Consiglio comunale;
- esame della costituzionalità da parte della magistratura;
- esito positivo o negativo.
Se tutto filasse liscio, i cittadini di Lisbona potrebbero essere chiamati a decidere il destino degli affitti brevi in centro già nei primi 6 mesi del 2025. Per supportare la proposta, anche 4.400 persone non residenti nel Comune hanno deciso di firmare la petizione. Questo è un chiaro sintomo che serve un maggior controllo.
Un problema europeo

Quello degli affitti brevi non è certamente un problema unicamente portoghese. Infatti, sono molte le città europee che si trovano a fare i conti con l’overtourism e tutti i suoi strascichi, tra cui questo è uno dei più impattanti sulla vita quotidiana dei cittadini. Infatti, sono molte le mete europee più turistiche ad aver adottato misure per contrastare questa tendenza. Giusto per nominarne una, Santorini sarà a numero chiuso dal prossimo anno!
Anche nel nostro Paese si sta cercando di fare qualcosa in questo senso, ma con risultati opinabili. In particolare Roma, che nel 2025 ospiterà il Giubileo, si sta preparando ad una mole di turisti incredibile, e la stretta sulla Fontana di Trevi è solo uno dei tanti provvedimenti che ci sono in ballo.