Nuova candidatura UNESCO per l’Italia: le domus de Janas

Autore:
Erika Fameli
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La nuova candidatura UNESCO per l’Italia riguarda le domus de Janas, anche dette case delle fate. Queste costruzioni si mimetizzano nel paesaggio rurale della Sardegna e rappresentano una particolarità unica dal valore storico-culturale enorme. Dopo la presentazione in Commissione UNESCO, si attende la risposta per l’estate 2025.

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1637935582 – Marcojakko by Shutterstock

Ogni anno l’UNESCO aggiorna la sua lista di siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità, integrandola con new entry e modifiche, e ampliando di volta in volta il ventaglio di luoghi dal valore inestimabile per l’intero genere umano. Affinchè un luogo diventi un sito UNESCO, o una tradizione entri a far parte della lista dei beni immateriali dell’umanità, l’iter è piuttosto lungo, e parte con una candidatura, da presentare alla Commissione di riferimento.

Questo è proprio quello che è hanno fatto, in quel della Sardegna, per le domus de Janas, le cosiddette case delle fate, che al pari dei più famosi nuraghe caratterizzano il territorio sardo e lo identificano, ma di cui spesso non si conosce l’esistenza. Riconoscere il valore di queste costruzioni è fondamentale per preservarne la memoria e per farle conoscere in tutto il mondo. La candidatura sarà valutata dalla Commissione, e si avrà una risposta per l’estate 2025, ma gli addetti ai lavori si dicono già ottimisti.

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Cosa sono le domus de Janas

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1361114726 – Marco Mul by Shutterstock

Se i nuraghe sono piuttosto famosi in tutto il mondo, lo stesso non si può dire per le domus de Janas, e il motivo è semplicissimo. Queste case, per loro stessa natura, si mimetizzano nel paesaggio, e per questo spesso non si riescono a vedere guardando di sfuggita. Su tutto il territorio della Sardegna si trovano più di 3.500 domus, principalmente nelle zone di campagna. Le domus de Janas sono costruzioni che le popolazioni più antiche che abitavano questa terra utilizzavano come luogo di sepoltura.

Si tratta di costruzioni che hanno più di 5.000 anni e che si possono trovare sia in massi isolati che vere e proprie necropoli. Non tutte le case delle fate, questo il loro soprannome, sono uguali, ma esistono diverse versioni:

  • quelle a pozzetto;
  • quelle a camera;
  • quelle a forno;
  • quelle con dromos.

La leggenda che lega queste costruzioni alle fate vuole che durante la notte le fate che le abitavano tessevano fili d’oro e vegliavano sul sonno della popolazione, e soprattutto dei bambini.

Nuova candidatura UNESCO per l’Italia

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2399991495 – Elio Villa by Shutterstock

A presentare la candidatura delle domus de Janas come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO è stata la sinergia tra la rete dei Comuni delle Domus de Janas e l’associazione di promozione sociale Cesim (Centro Studi Identità e Memoria). In particolare, a concorrere per il sito di Patrimonio UNESCO è un sito composto da 26 componenti risalenti al V e III millennio a.C. e legati ai fenomeni dell’ipogeismo e del megalitismo. Questi, come ricorda il Ministero della Cultura, sono:

“diffusi nelle coeve civiltà europee, ma assumono in Sardegna aspetti e connotazioni peculiari, che testimoniano gli scambi con il mondo esterno, ma allo stesso tempo le originali rielaborazioni locali”.

Per l’investitura definitiva si dovrà attendere l’estate, ma la sensazione è più che positiva a riguardo, e le domus de Janas andrebbero a sommarsi agli altri siti che fanno dell’Italia il Paese con la maggior presenza UNESCO nel mondo. In questo modo, alla Sardegna non sarebbe legata solamente la fama dei nuraghe, ma anche quella spesso dimenticata delle case delle fate.

Nuova candidatura UNESCO per l’Italia: le domus de Janas: foto e immagini