Questa isola della Thailandia è sommersa dai rifiuti dei turisti
Anche in Thailandia si fanno i conti con l’overturism. Il vicesindaco del comune principale dell’isola di Phuket lancia l’allarme sull’inquinamento prodotto dai turisti ogni giorno.
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Nel mondo esistono tantissimi paradisi per i turisti che amano il mare, le spiagge incontaminate e la natura selvaggia. La Thailandia è sicuramente uno di questi luoghi, con molte isole che permettono ai turisti di vivere un mare unico nel suo genere. Tuttavia tutto questo sembra destinato a sparire, specialmente per l’isola di Phuket. Situata a pochi chilometri dalla costa, precisamente nel Mar delle Andamane, questo territorio è sempre più minacciato dal crescente turismo.
I numeri degli ultimi anni sono infatti saliti al punto da creare un vero e proprio problema con i rifiuti e il loro smaltimento. L’allarme arriva dagli amministratori dei comuni dell’isola, che denunciano un crescente accumulo di scarti nella locale discarica, con una produzione di oltre mille tonnellate ogni giorno. Il problema è ormai divenuto così pressante da obbligare i residenti locali a vivere con mascherine per proteggersi dagli odori nauseabondi.

Il problema con i rifiuti sull’isola di Phuket non è un problema solo per l’economia e per il turismo, ma anche soprattutto per l’ambiente e la saluta pubblica. I turisti che sono attirati dalle spiagge bianche e dal mare cristallino, sono infatti gli stessi che sembrano destinati a distruggere questo delicato ecosistema.
La crescente richiesta di energia ha inoltre aumentato l’emissione di gas serra, contribuendo ancora di più a rendere la zona più inquinata e sempre meno vivibile per i cittadini locali.
Basti pensare che solo nel 2024 i turisti in tutta la Thailandia sono stati circa 35 milioni, di cui 13 sono stati accolti dall’isola di Phuket. Numeri ottimi per l’economia, ma la cui crescita è sempre più preoccupante. Inoltre questo dato fornisce subito un’idea di quanto grave può essere il problema, soprattutto se rapportato al numero di abitanti effettivi che è circa di 395.000 cittadini su Phuket.
Quali le soluzioni per il futuro di Phuket?
Le autorità dell’isola di Phuket stanno varando varie misure contro il problema. La grandezza dell’isola sicuramente permette di creare nuove discariche già in programma, e anche di installa un inceneritore di rifiuti. Queste due opzioni, sebbene utili sul breve termine, risolvono solo un sintomo, ma non l’effettiva causa del problema del turismo di massa.
In tutto il mondo, negli ultimi anni, si è parlato molto del cosiddetto overturism, termine che indica quel tipo di turismo eccessivo nei numeri (e anche nei modi) che finisce per danneggiare le comunità locale su diversi livelli.
Venezia, Barcellona, Kyoto, sono solo alcuni dei centri urbani che hanno deciso di porre un freno agli arrivi. Il turismo eccessivo ha diverse importanti conseguenze negative:
- Riduzione del mercato immobiliare per i residenti: le case diventano sempre più spesso strutture ricettive attraverso apposite piattaforme online;
- Riduzione degli esercizi commerciali per residenti: venendo meno gli abitanti fissi, spariscono anche i servizi che servono a questo tipo di clientela, a favore di negozi votati al turismo.
Venezia, per fare un esempio a noi vicino, ha già attuato politiche importanti come il biglietto d’ingresso in città per i periodi di maggiore afflusso, oltre a regole molto stringenti sui gruppi organizzati. A Kyoto invece verrà aumentata ancora la tassa di soggiorno, in particolare per gli hotel più costosi si potrà arrivare alla cifra di 62 euro a notte.
Non sappiamo ancora quali politiche attuerà il governo per preservare le spiagge incontaminate delle isole della Thailandia, ma qualcosa si sta muovendo per salvare questo simbolo del Paese che rischia di perdere il suo fascino naturale a causa dell’inquinamento.