“Pagare alla romana”: perché usiamo questo modo di dire per dividere il conto con gli amici?
Il noto modo di dire “pagare alla romana” si utilizza molto di frequente al ristorante tra amici, colleghi o in coppia. Ma perché lo usiamo? Scopriamo perché, per dividere il conto, ci ispiriamo al folklore della Capitale.

Quante volte è capitato di andare a mangiare fuori in coppia, con amici, colleghi o conoscenti e utilizzare l’espressione “pagare alla romana”. Entrata nell’uso comune non solo in contesti informali ma anche in quelli più formali, fa riferimento nella maggior parte dei casi, alla proposta di dividere il conto in parti uguali, in base al numero dei commensali. Non si farà quindi differenza sul costo di alcune pietanze rispetto ad altre, se si è bevuto vino o acqua: tutto viene pareggiato e inglobato in una quota unitaria, sia per rendere le divisioni più agevoli, che per far sentire ogni partecipante a proprio agio. Ma da dove deriva questa espressione e perchè si riferisce a Roma? Scopriamolo insieme!
“Paghiamo alla romana”:ecco da dove deriva questa simpatica espressione gergale per dividere il conto in parti uguali
Usata in tutta Italia e non solo a Roma, l’espressione “pagare alla romana” è entrata a far parte del linguaggio comune. E’ la proposta di dividere il conto in parti uguali quanti sono i commensali, operazione che spesso è agevolata da un calcolo già automatico e riportato persino sullo scontrino fiscale di alcuni ristoranti o pizzerie. Ma non tutti sanno da dove deriva e soprattutto perchè viene citata una vecchia abitudine di Roma e dei suoi cittadini.

“Pagare alla romana”, quando la “romanata” era un metodo di aggregazione a tavola
Ci sono due ipotetiche derivazioni del noto modo di dire “pagare alla romana”. Il primo, che ha sposato anche l’Accademia della Crusca, farebbe riferimento alla cosiddetta “romanata”. Si tratta di un piatto tipico della Capitale da consumare a volo, una merenda fatta di cose semplici, grande classico delle scampagnate del fine settimana da dividere con gli amici.
Ma non solo: nel XIX secolo era abitudine di numerose trattorie ed enoteche di Roma far sedere i pellegrini tutti ad un unico tavolo per i pasti, presentando loro un conto comodo da dividere equamente fra loro. Non veniva così specificato il costo singolo di ogni pietanza: questa abitudine rappresentava un buon modo per i locandieri e gli osti di aumentare il loro introiti in occasione di eventi a grande affluenza come il Giubileo.

Non solo Roma ma anche Genova e l’Olanda: quando un luogo influenza un modo di dire
Ma non solo la Capitale: ci sono vari modi di dire connessi ai pagamenti che richiamano altre città o nazioni. Se vi trovate dalle parti di Genova per una visita alla meravigliosa città ligure, vi capiterà di sentire spesso l’espressione “pagare alla genovese”. Secondo questa modalità di pagamento, a differenza dello stile romano, ciascuno pagherà esattamente in base a quello che ha ordinato. In questo modo non si andrà ad appesantire la parte di conto di chi, magari, non ha bevuto vino o alcolici. Questo modo di dire deriva dalla concezione popolare che vede i genovesi particolarmente attenti al denaro e al suo uso, ai limiti della parsimonia.
Infine, soprattutto in Inghilterra si utilizza “pagare all’olandese” come espressione, ispirata a un territorio geografico, atta ad indicare la divisione del conto in base alle ordinazioni dei singoli commensali.