Acque color sangue e paesaggi irreali: il lago più inquietante dell’Africa
Nel nord della Tanzania esiste un lago che sembra appartenere a un altro pianeta. Le sue acque possono diventare rosse come il sangue, l’aria è carica di sali minerali e il paesaggio appare quasi irreale.
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Stiamo parlando del Lago Natron, uno dei luoghi più estremi e affascinanti dell’Africa orientale. Situato nella Great Rift Valley, vicino al confine con il Kenya, il Natron è un lago alcalino, alimentato da sorgenti ricche di carbonati e minerali che restano intrappolati nell’acqua. L’elevata evaporazione e le temperature torride favoriscono la formazione di croste saline bianche e sfumature che cambiano continuamente colore, dal rosa chiaro fino al rosso intenso.
E proprio il colore rosso è diventato il simbolo del lago. Non si tratta di un effetto ottico o di un fenomeno artificiale. Il lago Natron si tinge di rosso a causa delle alghe e dei cianobatteri che prosperano in condizioni estreme, soprattutto durante la stagione più secca. Il pH molto elevato del lago rende l’ambiente ostile alla maggior parte delle specie animali, contribuendo alla fama inquietante del Natron.
Natron, il lago che rende gli animali “pietrificati”

Ma non è solo l’insolito colore rosso a inquietare. Il lago Natron ha attirato l’attenzione di tutto il mondo nel 2013, quando il fotografo britannico Nick Brandt immortalò uccelli e piccoli animali trovati vicino alle rive in condizioni impressionanti. Molti sembrano statue di pietra, coperti da depositi minerali e sale. Questo fenomeno ha alimentato leggende e misteri, ma la spiegazione c’è ed è scientifica: l’acqua altamente alcalina può favorire la conservazione dei corpi attraverso incrostazioni saline e minerali.
Nonostante la reputazione di “lago letale“, il Natron ospita anche una straordinaria biodiversità. É infatti uno dei principali siti di riproduzione dei fenicotteri minori, specie che qui trova condizioni ideali grazie all’assenza di predatori e all’abbondanza di spirulina, l’alga di cui si nutre. Tra luglio e ottobre migliaia di fenicotteri trasformano le rive del lago in un’enorme distesa rosa.
Un paesaggio estremo tra vulcani, safari e villaggi Masai

Visitare il lago Natron significa addentrarsi in una delle zone più isolate della Tanzania. Per raggiungerlo si parte generalmente da Arusha o Moshi e si affrontano diverse ore di pista sterrata in fuoristrada. Il viaggio è impegnativo, ma è parte dell’esperienza: silenzio assoluto, pianure aride, polvere rossa e il profilo del vulcano Ol Doinyo Lengai che domina l’orizzonte.
L’intera regione della Rift Valley offre scenari spettacolari, con possibilità di fare trekking, visitare alcuni villaggi tradizionali e aree naturalistiche ancora poco battute dal turismo di massa. Per molti viaggiatori, infatti, il Natron diventa il punto di partenza per esplorare una delle zone più autentiche dell’Africa orientale. Ecco cosa vedere vicino al Lago Natron:
- il vulcano Ol Doinyo Lengai, considerato sacro dai Masai;
- le cascate Engare Sero, raggiungibili attraversando canyon e corsi d’acqua;
- i villaggi Masai tradizionali con i tipici boma;
- le pianure della Great Rift Valley;
- le aree di birdwatching con oltre 400 specie di uccelli;
- le piste safari verso il Serengeti settentrionale;
- le zone vulcaniche e le distese di lava nera;