Esperienza in Kenya a Watamu


La nostra esperienza in Kenya a Watamu: i beach boys

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Sono stata in Kenya, a Watamu, una settimana a fine novembre.

Benchè il posto sia incantevole ed il clima piacevole quello che ha sicuramente reso meno piacevole la permanenza al Sun Palm Hotel è la onnipresente presenza dei beach boys.

I beach boys sono un male necessario occorre però prestare molta attenzione perchè sono diventati scaltri e soprattutto imbroglioncelli.

Ti assalgono il primo giorno per venderti il pacchetto safari (2 gg 1 notte), safari blu e gita a Malindi e non ti mollano fino a quando non l’hai acquistato o non li hai mandati a quel paese in malo modo.

Kenya Watamu informazioni e consigli utili su cosa fare

Avevamo comprato un pacchetto per due adulti ed un bambino a 570 euro il giorno stesso del nostro arrivo (mercoledì) e versando immediatamente come caparra 170 euro.

Il venerdì partiamo per il safari ma prima della partenza un altro beach boy (Amedeo) ci porta in agenzia per il saldo totale.

Non discuto sul fatto che il pulmino con cui ci hanno portato era fatiscente ne sul fatto che non abbiamo visto gli ippopotami che sono in un punto del fiume che tutti conoscono.

La domenica appuntamento per il safari blu.

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Sveglio presto la bambina, rapida colazione e siamo in spiaggia.

Qui ci accoglie Amedeo dicendo che non ci sono abbastanza clienti per andare al safari blu ma che magari si poteva andare nel pomeriggio a Malindi.

Gli faccio notare che è domenica e che quindi i negozi potrebbero essere chiusi, ma lui mi rassicura che sarebbero stati tutti aperti.

Chiedo ai bagnini in spiaggia e loro mi dicono che a Malindi di domenica pomeriggio è meglio non andarci.

Torno da Amedeo che mi dà appuntamento il mattino dopo per il safari blu.

Arriviamo all’ora programmata e con un pulmino ci conducono al porto.

Il safari blu doveva essere a Sardegna 2 invece ci portano prima a fare il bagno nel parco marino di Watamu poi in un’isola in un canale dove ci sono le mangrovie.

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Qui mangiamo e per il resto della permanenza siamo alla mercè dei venditori che ci assalgono come al solito.

Alle 16 ci riportano al porto e ci lasciano qui e non c’è nessun pulmino e siamo costretti a tornare a piedi in hotel passando per il villaggio sotto un sole cocente, circa tre quarti d’ora di cammino a passo svelto.

Dal momento che il giorno successivo sarebbe stato l’ultimo di permanenza in Kenya chiediamo ad Amedeo di andare a Malindi la sera.

Prendiamo appuntamento per le 21 fuori l’hotel.

Noi puntuali come al solito, ma di Amedeo nessuna traccia.

Aspettiamo fino alle 21.30 poi ci accodiamo ad un altro gruppo ripagando ciò che avevamo già pagato.

Un’altra fregatura l’abbiamo avuta il secondo giorno.

Volevamo fare un giro in spiaggia con la bassa marea e siamo stati seguiti da uno stuolo di beach boys.

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Ognuno aveva qualcosa da mostrarci.

Dopo la passeggiata ci hanno detto che per ripagarli avremmo potuto comprare qualcosa al loro villaggio.

Le cose esposte erano davvero le peggiori che abbia mai visto ma per ripagarli di quella che pensavo fosse una cortesia ho preso: una coppia di portacandele, una ciotolina piccola ed un quadretto (bruttarello).

Sapete la cifra che mi hanno chiesto?

280 euro.

Alla fine dopo un tira e molla estenuante gli ho dato 50 euro e qualche giorno dopo mi sono resa conto dei prezzi e di quanto fossi stata fregata.

Infatti il prezzo in aeroporto (molto superiore a quello al villaggio!) era: 8 euro per i candelabri, 3 euro per la ciotolina e circa 10 euro per il quadretto.

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Watamu Kenya cose da sapere, suggerimenti e precauzioni

Consiglio numero uno: non acquistate niente il primo giorno, siate decisi e sentitene più di uno.

Consiglio numero due: evitate di comprare il pacchetto per le tre gite, meglio una alla volta.

Il prezzo più basso che ho sentito per il safari di due giorni è di 150 euro. Andare a malindi in 4 o 5 persone comporta una spesa procapite di 5 euro.

Consiglio numero tre: non pagate in anticipo, per i servizi non usufruiti è davvero arduo ottenere un rimborso.

Consiglio numero quattro: contattate qualche agenzia locale in anticipo, da casa via internet e considerate i prezzi che vi ho già detto. Per il pacchetto tris l’importo non dovrebbe superare i 230 euro.

Se vi dovesse capitare una fregatura, come è capitata a noi, non esitate a rivolgervi alla polizia turistica.

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Sono molto cordiali e ci tengono a che noi turisti portiamo a casa un bel ricordo della loro terra anche perchè in Kenya oltre il turismo non c’è null’altro.

Portate con voi tutto quello che avete (caramelle, articoli di cancelleria, zaini, cappelli,magliette, scarpe, sapone, medicine e quant’altro) e vi assicuro che non vi basteranno per accontentarli tutti.

Portate con voi una buona dose di pazienza che per i primi giorni vi sarà utile per fronteggiare la presenza davvero a volte insopportabile della gente di spiaggia.

Il clima a fine novembre è delizioso: c’è un bel caldo, ma non insopportabile, non ci sono zanzare (neache una), le piogge sono scarsissime e l’acqua del mare e della piscina è piacevolmente calda.

Ci sono ancora alghe in spiaggia che scompariranno ai primi di dicembre (o almeno così ci hanno detto).

Comodissima la scheda per il cellulare Safaricom: 60 centesimi al minuto per le telefonate in Italia e 10 cent. per gli sms.

Se avete intenzione di visitare altre zone del Kenya consiglio: Kenya diario di viaggio

Galleria foto Watamu Kenya


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Commenti (2): Vedi tutto

  • MAMMA AFRICA - - Rispondi

    Siamo da poco tornati in Italia dopo la nostra prima volta in Kenya, ed abbiamo scoperto cosa veramente sia il “Mal d’Africa”!.
    Abbiamo realizzato il nostro safari ed i nostri tours affidandoci alla organizzazione di Filippo Bassamarea e devo dire che gli Svizzeri avrebbero solo da imparare da una simile programmazione!! Tutto è filato perfettamente, non un minuto di ritardo, non un intoppo.
    Abbiamo scelto di fare il safari di tre giorni allo Tsavo est e poi ad Amboseli, alloggiando al Ndololo Camp ed al Kibo Camp. A parte i paesaggi, i rumori ed i profumi che ti tolgono il fiato, ti penetrano nel tuo essere e sono indiscutibilmente responsabili di quel velo di tristezza che ti avvolge quando poi torni a casa e riprendi i tuoi soliti ritmi, devo dire che anche se il viaggio
    è impegnativo, decisamente ne vale la pena. Il Ndololo Camp è a dir poco strepitoso: sei nel bel mezzo del parco, senza recinzione, il che significa che al mattino, mentre stai andando a
    fare colazione, è assolutamente normale vedere transitare a poche decine di metri da te un branco di elefanti, gazzelle, giraffe e quant’altro che, dimostrando assoluta indifferenza nei nostri confronti, torna dalla pozza dove si sono abbeverati. I babbuini ti svegliano giocando a scivolare sul tetto della tua tenda e tu riesci finalmente a sentirti parte integrante della
    natura e della Terra. Per il resto, il Camp ti offre tutti i confort indispensabili: le tende sono ben attrezzate e spaziose, il cibo è ottimo (devi solo difenderlo dai babbuini!); è consigliabile
    portare una pila, perché in quasi tutte queste strutture la luce è disponibile solo in alcun fasce orarie.
    Il Kibo Camp è sicuramente più fastoso per quanto riguarda gli spazi comuni (reception, boutique, ristorante, ecc.), ma le tende sono piuttosto piccole: noi in tre avevamo difficoltà
    a muoverci simultaneamente al loro interno. Ma soprattutto, la struttura è all’interno di un recinto, per cui gli animali sono tenuti fuori: per alcuni può essere un pregio, ma per noi era
    uno svantaggio!! Se potete, scegliete un Camp non recintato!!!
    Sia la guida (il carinissimo Nino D’angelo), sia l’autista hanno svolto un buon lavoro, seguendo attentamente le notizie su “Radio Safari”, che ti avvisa quando ci sono dei leoni o altri animali
    più difficili da incontrare, e consentendoci così di vedere veramente di tutto.
    Con Filippo, poi, abbiamo anche organizzato il Safari Blu e le gite a Malindi ed all’Isola dall’Amore. Soprattutto quest’ultima si è rivelata una bellissima sorpresa, perchè in tutti i siti
    che avevamo consultato prima di partire (e credetemi, erano tantissimi!!), non viene esaltata come dovrebbe: i colori che il mare ti offre sono indimenticabili e la marea in questo posto è
    ancora più spettacolare che mai. Poi, il tragitto con le barche tipiche è decisamente piacevole.
    Lì abbiamo conosciuto Mama Maria, che, i suoi racconti delle 5 figlie, ci ha allietato la passeggiata offrendoci in modo molto garbato la sua mercanzia. Anche in questa circostanze,
    Filippo ci ha affiancato persone carinissime, gentili, valide e disponibili a soddisfare tutte le nostre esigenze: devo dire che Buana e suo cugino Giovedì ci hanno un po’ viziato!! Dopotutto
    non ci sentivamo solo accompagnati da guide turistiche, ma l’impressione era quella di avere delle vere “guardie del corpo” a disposizione. Anche a Malindi, ci hanno fatto conoscere angoli
    particolari di questa città, entrando nella sua realtà e non esclusivamente in quella turistica.
    Oltre a ciò, mentre eravamo al safari blu, abbiamo incontrato contemporaneamente altri turisti che provenivano dal nostro stesso villaggio e che si erano avvalsi dell’organizzazione
    offerta dal Tour Operator: questo a dimostrazione che i servizi erano gli stessi (a parte il sicuro vantaggio di non essere in metà di mille, ma solo noi 6 amici!), ma vi assicuro che la
    cifra pagata è stata di mooolto diversa!! Anche e non ultimo per questo motivo vi consiglio di affidarvi a Filippo: noi avevamo in mano diversi preventivi, ma nessuno concorrenziale come il suo.
    Ecco, forse il Mal d’Africa è proprio questo: ti viene quando se costretto ad andare via da una luogo dove ti sei sentito parte integrante di una terra che non è la “tua” terra, ma la terra
    dell’umanità intera, una terra che ti abbraccia e ti integra. Forse è questo che si intende con Mamma Africa.
    Morena

  • giuseppe - - Rispondi

    ecco Filippo Bassamarea…(in spiaggia lo conoscevano e lo apprezzavano in tanti tra i beachboys)…gran passione per il suo lavoro, simpatico, corretto e di puntualità svizzera è stato il nostro riferimento per organizzare quattro giorni tra safari e natura. abbiamo contatto Filippo dall’Italia chiedendo di un safari in Jeep e di 4 giorni, tariffa conveniente, poi arrivati a watamu ci siamo resi conto che forse tre di safari anzichè 4 giorni sarebbero bastati visto che la nostra vacanza era di appena 7 gg complessivi, Filippo è stato disponibile e pronto, non ha battuto ciglio, ci ha rimodulato il programma in un attimo sebbene gli avevamo prospettato di fare 4 gg e ci offerto il tutto ad una tariffa straconveniente. GRANDE FILIPPO!. IN + ci ha incluso il safari blu. Safari allo Tsavo e Amboseli con la guidaTiramisù (brav’uomo, competente e paziente), i lodge e/o campi tendati dove siamo stati erano tutti ben tenuti,curati e i cui nomi erano tra i miglior recensiti su questo sito. (incontravamo spesso persone che alloggiavano al nostro villaggio o che avevamo visto in arereo ma che avevamo prenotato con l’agenzia del villaggio ovviamente a prezzi più alti – come da listini esposti). Alla fine, buoni servizi, prezzo vantaggioso, Jeep solidissima 4×4, competenza e simpatia tutto un pacchetto insieme. Safari blu con tanto di pranzo in spiaggia a base di astice,crostacei, riso di cocco ed altro. abbondante, non è mancato il bis o il tris per nessuno. escursione alle mangrovie, snorkling, e avvistamento di delfini e bagnetti variDurante la giornata nel mentre cercavamo i delfini una delle barche di un agenzia di un villaggio(di quelle che solitamente giustificano il prezzo più alto vantando di offrire una maggiore sicurezza… ) è affondata prendendo male un onda (inesperienza), eravamo in diversi su varie barche ad avvistare i delfini, ma il team di Filippo non ha esisato ad avvicinarsi per primo e prestare un rapido soccorso, accogliendo in barca i turisti della sfortunata barca ed accomapagnarli ad un punto dove poi sarebbero venuti a prenderli per riportarli in villaggio. (spavento a parte sono tutti tornati a casa in salute).Racconto questo perchè il comportamento e la reazione pronta e corretta che hanno dato dimostrato i ragazzi del team di Filippo o Filippo stesso sono stati esemplari: non hanno osato vantare di aver offerto il soccorso (come dovuto in questi casi) o strumentalizzare l’accaduto a proprio vantaggio. non solo business quindi! Un Saluto al giovane Vasco e al team di filippo bassamarea.Ciao Guys, Grazie!

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