Crociera nel mediterraneo con Costa Crociere


Diario di viaggio di una vacanza in crociera nel mediterraneo per il nostro romantico e indimenticabile Viaggio di Nozze con Costa crociere

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Crociera nel Mediterraneo con Costa: itinerario di viaggio

Vi racconterò il nostro itinerario a bordo di Costa Europa, un’esperienza fantastica da provare.

Capri

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Primo giorno, si parte di domenica, ci ritroviamo io e mio marito mano nella mano a passeggiare per Capri, che alterna la lussuosa eleganza dei suoi negozi a scorci meravigliosi che sembrano rubati ad un lontano ed immutabile passato.

Ci ritroviamo ad Anacapri, a scoprire i Giardini dell’Eden nella chiesa di S. Michele ed i giardini terreni nelle atmosfere pagane della Villa di S. Michele.

Trovo un qualche nesso fra gli uni e gli altri nella bellezza di quest’isola, i cui colori si stanno ora stemperando nella luce del tramonto.

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Messina

Secondo giorno siamo a Messina.

Questa bellissima città la troviamo inondata di luce, col respiro forte del mare che più che dividerla la unisce alla Calabria, molto più del ponte che non c’è, è particolarmente accogliente.

Passeggiamo oziosamente, abbiamo visto due belle chiese.

Una, la Cattedrale, col famoso orologio con le figure dorate che, in un modo molto mediterraneo, imita gli orologi animati tedeschi.

Oggi il campanile è in restauro, lo vedremo in funzione in un’ altra occasione.

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Ma c’è l’altra chiesa, quella cosiddetta dei Catalani, arabo-normanna, con litotomia marmorea, archetti ciechi con stelloni bianchi e neri e con finestre arabeggianti.

L’interno è di un bianco monacale o arabo, chi lo sa, con grate moresche, linee romaniche, due superbi Crocifissi e antiche statue lignee: questa per me è una vera chiesa.

La navigazione nello stretto è, come sempre, pittoresca: le alte coste ondulate, verdi con gli abitati chiari , il cielo limpido con leggeri sbuffi di nuvole di stile impressionista, l’incontro con altre navi, tutto è altamente spettacolare.

Ma laggiù, sulla destra, verso Sud, una nuvola è diversa dalle altre : è grigia, pesante ed avvolge gran parte della costa.

Laggiù, o lassù, c’è l’Etna, il gigante furibondo, che avvolge nelle sue ceneri la povera, indifesa, innocente Catania.

Corfù

Terza tappa isola di Corfù Grecia.

Corfù sembra un crocevia internazionale.

Ha di suo ha l’aria dolce, la vegetazione più che mediterranea, quasi tropicale, il mare trasparente tra rocce e calette, ed un fascino che nessuna dominazione straniera può dare o togliere, aggiungere o diminuire.

Abbiamo visitato la fortezza veneta, protesa sul mare e dominante Kerkira, poi siamo scesi a passeggiare nelle viuzze colorate e vivacissime.

Non ci siamo fatti fretta; l’atmosfera è così rilassante che ci fa godere ogni angolo, ogni negozio, ogni scorcio.

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Non rimpiangiamo neppure la visita all’Achilleion, il regno di Sissy, che peraltro avevamo già visitato anni or sono.

Al piacere della passeggiata mattutina, ora aggiungiamo un altro piacere: il bagno in piscina sulla Costa Europa.

Per toglierci la stanchezza prima il bagno nella Jacuzzi, poi, per tonificarci, il bagno nella piscina fredda.

E dopo, un’ora di sole sul ponte della nave, in mezzo al Mediterraneo, il mare più bello del mondo.

Nauplia

Quarta tappa Nauplia Grecia.

Nauplia, il cui nome alcuni dicono abbia la stessa etimologia di Napoli, altri che derivi da un certo Nauplio, figlio di Poseidone, è comunque chiaramente oggi di aspetto veneziano.

Se forse da qui partirono gli Argonauti alla ricerca del vello d’oro, sicuramente qui arrivarono i veneziani.

Qui a Nauplia non siamo su di un’isola, ma è come se lo fossimo poichè il Peloponneso è tutto circondato dal mare, tranne un minuscolo tratto, ormai tagliato dall’istmo di Corinto.

Percorriamo la strada verso l’antica Corinto, una strada che non avrebbe nulla di affascinante se non fosse in Grecia.

Qui, a parte gli splendidi lucidi agrumeti che costeggiano la strada e che non sono nemmeno di origine greca, ma orientale, c’è una suggestione indefinibile, l’impressione che anche dagli angoli più aridi del paesaggio possa d’improvviso emergere un satiro ghignante, una ninfa leggera o forse anche una divinità pagana di più nobile stirpe.

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Può essere l’ombra di Agamennone, il cui corpo pare disteso sotto forma di una collina sull’orizzonte, possono essere i resti delle mura ciclopiche dell’antica Argo, possono essere i cartelli stradali in caratteri greci con i mitici nomi di Micene, Corinto, Epidauro, Atene.

Tutto è suggestione.

Le rovine dell’antica Corinto, rovine romane perchè la Corinto greca andò praticamente distrutta, hanno l’aria immutabile e serena che dà l’immortalità assicurata.

Un terremoto in più, un diluvio in meno, nulla può turbarle, ogni giorno i suoi sassi diventano sempre più belli, più fascinosi, se possibile, più eterni. Dopo il rituale del bagno in piscina a bordo della nave, il pomeriggio lo trascorriamo a Nauplia.

Santorini

Quinta tappa l’intramontabile Santorini.

Nella luce di prima mattina, da lontano sembra neve.

Una neve che imbianca le cime di un monte e che scende verso valle incuneandosi nelle gole.

Le case non sono case intese come aggiunte estranee al suolo, ma nascono come forme spontanee, come una vegetazione candida che si aggrappa ai declivi di roccia bruciata, che sboccia da pieghe del terreno, che cresce e si sviluppa in forme impreviste ed imprevedibili con curve sinuose, con linee arrotondate, con angolazioni impossibili.

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Poi, qua e là, fiorisce improvvisamente una corolla color cobalto, una striscia celeste pallido, una superficie blu-viola, uno spazio giallo-ocra.

Ma questi colori sono quasi non-colori, intesi solo a far risaltare il colore bianco che è l’unico, l’assoluto sul fondo blu di un mare da vertigini.

 

Mykonos

Sesta tappa la trasgressiva Mykonos.

Siamo scesi nel tardo pomeriggio, quando ormai il crepuscolo cala d’improvviso e si divora cielo e mare e terra.

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Distesa lungo la baia che si indovina incantevole, accuratamente illuminata nei punti strategici, negli angoli più caratteristici, porticcioli, piazzette, viuzze scalinate, mulini a vento, Mikonos denota grazia ed eleganza.

Fra le case, anche qui bianche, ho notato chiese con cupole rosso-scuro.

Rodi

Settima tappa l’affascinante Rodi.

Se Santorini è pura bellezza, Rodi è totale vivibilità.

Santorini quasi ti incute rispetto, Rodi ti accoglie a braccia aperte.

Già, come arrivi dal porto attraverso la Porta della Marina, ti ritrovi davanti alle suggestive rovine, curatissime, della chiesa di Santa Maria ed in pochi passi sei in una sorprendente piazza con una fontana turca nel mezzo e, sullo sfondo, a destra la torre merlata del Palazzo dei Cavalieri ed a sinistra un minareto.

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Risalendo la bella, sobria strada dei Cavalieri, con i palazzi in pietra chiara, dove il subcosciente ti riporta ad Avignone, di nuovo ti trovi al centro del mondo.

A destra il palazzo turrito, a sinistra la cupola di una moschea, davanti il campanile orfano di una chiesa ortodossa e poco più in là un palazzo neoclassico.

Lo straordinario è che questa miscela di stili è affascinante.

Creta

Ottava tappa Creta.

La nostra brava guida ci ha fatto visitare 13 sale del Museo, che sembrano tante, ma sono in effetti poche rispetto a quelle dell’intero Museo, ma scelte con cura, facendoci un rapido corso dal periodo arcaico, a quello della maturità ed a quello della decadenza.

Sono uscita con un senso di insoddisfazione, sia per il Museo, ma soprattutto per Creta, isola di monti e spiagge, di eroi e di santi, di templi e monasteri.

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Ma ormai la nave ha fretta, è diventata una signora impaziente che ci chiama per riaffrontare il suo dolce andare su un mare che non fa una piega, non ha un brivido, sembra immoto.

La luce si è fatta grigio-perla, il tempo sta cambiando insensibilmente, ma sicuramente.

Katakolon

Nona tappa Katakolon.

Di Katakolon ho solo l’immagine di un molo d’attracco della nave, di una monotona strada lungo una spiaggia che non è di sabbia, ne di terra, ne di sassi, con un pallido mare amorfo costellato di sacchetti di plastica multicolore.

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Katakolon è solo un punto d’appoggio da cui recarsi a visitare Olimpia.

Malta

Decima ed ultima tappa Malta.

Malta è bella, bellissima questa profonda insenatura con le cinque dita protese, il mare color peltro vi si insinua, ambiguo e protettivo.

Con il sole, il giallo delle rocce e delle costruzioni deve diventare oro.

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Il ritorno è sempre malinconico.

Accompagnato da un paio d’ore di mare molto mosso, può essere anche più triste.

Ma l’idea di tornare a casa nostra con mio marito mi rende la donna più felice al mondo.

E’ stato tutto indimenticabile!

Crociera Mediterraneo Costa Crociere immagini e foto


Commenti (1): Vedi tutto

  • Carlos - - Rispondi

    Come ti capisco!!!
    Anche io con mia moglie abbiamo fatto una crociera con la Costa Victoria e siamo rimasti impressionati.
    E’ stata una esperienza indimenticabile.
    In una settimana abbiamo visitato tanti posti diversi, inoltre la nave era bellissima ed il soggiorno a bordo davvero super!! Come dimenticare? IMPOSSIBILE!!
    Ciao!!

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