A pochi chilometri dal Garda c’è un castello da fiaba che nasconde una storia incredibile

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 6 minuti

Torri, mura merlate e un ponte levatoio che fanno pensare a una fortezza medievale. In realtà il Castello Bonoris è una sorprendente costruzione ottocentesca che domina Montichiari, nel Bresciano.

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A metà strada tra Brescia e il lago di Garda, Montichiari è una cittadina della pianura bresciana che conserva testimonianze di epoche molto diverse fra loro. Il suo profilo è segnato dal colle di San Pancrazio, sul quale sorge un castello dall’aspetto decisamente scenografico: torri, merlature, fossati e ambienti decorati sembrano riportare indietro di secoli.

L’impressione, però, inganna. Il Castello Bonoris non è una fortezza medievale arrivata intatta fino a noi, ma una raffinata reinterpretazione ottocentesca del Medioevo. Costruito sui resti di un’antica rocca, è oggi uno dei principali monumenti di Montichiari e nel 2025 ha accolto oltre 8.000 visitatori, attratti dal suo stile neogotico e dalle meraviglie che custodisce.

Castello Bonoris, il sogno medievale di un conte dell’Ottocento

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La storia del maniero comincia con Gaetano Bonoris, banchiere nato nel 1861. Dopo aver ricevuto il titolo nobiliare da Umberto I di Savoia, nel 1890 acquistò ciò che rimaneva dell’antica Rocca di Montichiari e decise di trasformarla nella propria residenza. I lavori, realizzati tra il 1891 e il 1905, diedero vita a uno dei più significativi esempi di architettura neogotica della Lombardia. Bonoris chiamò a Montichiari alcuni degli stessi artigiani, pittori e mobilieri che avevano lavorato pochi anni prima al Borgo Medievale di Torino, realizzato nel 1884 per l’Esposizione Generale Italiana e a cui il maniero bresciano si ispira.

L’obiettivo era ricreare un Medioevo idealizzato secondo il gusto romantico dell’epoca. Per questo non mancano mura merlate, torri, caditoie, fossati, cancellate e ponti levatoi. L’attenzione ai dettagli prosegue negli interni, tra affreschi, arredi d’epoca e mobili realizzati appositamente prendendo a modello esemplari cinquecenteschi. Una delle curiosità più singolari è la cassaforte segreta scoperta soltanto dopo la morte del conte.

A completare il complesso c’è il verde che circonda il castello. Nel 1901 il paesaggista Giuseppe Roda, legato alla corte sabauda, ridisegnò l’area realizzando un parco all’inglese di circa tre ettari sul versante meridionale e un giardino segreto panoramico sul lato settentrionale. Dal 1996 il Castello Bonoris appartiene al Comune di Montichiari ed è oggi aperto alle visite guidate da aprile fino a fine ottobre.

Cosa vedere a Montichiari oltre al castello

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Montichiari merita però qualche ora in più. Il centro conserva piazze, musei ed edifici religiosi che permettono di costruire un itinerario piuttosto vario. Particolarmente interessante è Piazza Teatro, dove si concentrano la seicentesca Chiesa del Suffragio, il Museo Storico del Risorgimento, il Museo Lechi e il Teatro Bonoris.

Poco fuori dal cuore cittadino si trova invece la Pieve di San Pancrazio, chiesa romanica del XII secolo situata su un colle. All’interno conserva affreschi di epoche diverse, compresa una raffigurazione di San Pancrazio a cavallo attribuita a Romanino. Curioso anche il cosiddetto “miracolo della Luce“: in occasione dell’equinozio i raggi solari attraversano una piccola apertura dell’abside creando una croce luminosa all’interno della chiesa. Per completare la visita, queste sono alcune delle attrazioni più belle di Montichiari:

  • Duomo di Santa Maria Assunta: iniziato nel 1729 su progetto di Paolo Soratini, è uno degli edifici religiosi più importanti di Montichiari. All’interno spicca l’altare del Santissimo Sacramento con una pala dell’Ultima Cena di Girolamo Romanino, datata 1542.
  • Museo Lechi: custodisce le collezioni donate al Comune dai conti Luigi e Piero Lechi. La raccolta comprende 370 opere e oggetti, mentre il percorso permanente presenta circa cento dipinti distribuiti in tredici sale, con un viaggio nell’arte dal Quattrocento all’Ottocento.
  • Museo storico del Risorgimento Agostino Bianchi: conserva circa mille cimeli e documenti dedicati al Risorgimento e alla Prima guerra mondiale.
  • Museo Bergomi: un museo etnografico nato dalla collezione del pittore Giacomo Bergomi, che raccolse per decenni testimonianze della vita rurale bresciana. Il patrimonio conta circa 6.000 oggetti, dei quali circa 800 esposti nel percorso permanente, tra strumenti agricoli, utensili e testimonianze degli antichi mestieri.

A pochi chilometri dal Garda c’è un castello da fiaba che nasconde una storia incredibile: foto e immagini