Vacanze a Capodistria: cosa vedere e cosa fare nel “Gioiello dell’architettura veneta in terra slovena”

Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

A una manciata di chilometri dal confine con l’Italia, Capodistria è la città più grande della costa slovena, ancora portatrice di “italianità” in quasi ogni aspetto della vita quotidiana e nell’architettura tipicamente veneziana. In questa guida andremo a scoprire cosa fare e cosa vedere a Capodistria. 

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Visitare Capodistria: guida turistica

Città antica di mercanti e marinai, Capodistria è la città più grande della costa dell’Istria slovena e un importante porto del Mar Adriatico, la cui storia inizia all’epoca romana. Alla dominazione veneziana, durata cinque secoli, dobbiamo la maggior parte delle bellezze architettoniche del centro storico che si sviluppa, nella sua formazione tipicamente medievale, su una bella baia chiamata “vallone”.

Il centro storico di Capodistria sorgeva su un’isola circolare, protetta da mura con 12 porte. Solo nel XIX secolo è stata collegata alla terraferma. Oggi racchiude i principali monumenti e palazzi storici e mantiene la forma tipica delle città veneziana. Del tempo in cui Capodistria era un’isola circondata da stagni costieri trasformati in saline rimane l’area naturale del vallone di Stagnon, subito a ridosso del centro abitato.

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Capodistria: la storia

Quindi Capodistria nacque come insediamento su un’isola nalla parte sud-orientale del suo golfo. Nell’Antica Grecia era conosciuta col nome di Aegida, poi i coloni romani la rinominarono “Insula Caprea” (Isola della Capra). Nel 568 i romani di Tergeste (Trieste) si rifugiarono a Capodistria per sfuggire dall’invasione dei Longobardi. Fu allora che Capodistria venne ribattezzata Giustinopoli in onore dell’imperatore romano d’Oriente Giustiniano II. Tale nome rimase in uso per molto tempo accanto a quello più comune di Capris.

I contatti commerciali con i Patriarchi d’Aquilea e la Repubblica di Venezia, tra il X e il XIII secolo, resero Capodistria uno dei centri più importanti dell’Istria, grazie alla sua posizione strategica e al ruolo economico. In quest’occasione, dunque, la città cambiò ancora una volta nome, diventando Caput Histriae. Nel tardo Medioevo, gravitando nell’orbita d’influenza della Serenissima, Capodistria fu eletta capitale dell’Istria veneziana e fu allora che si sviluppò in una città fortificata. Crocevia d’importanti strade, città strategica e difensiva in contatto diretto con l’entroterra, questi furono tutti elementi fondamentali per lo sviluppo dell’agglomerato architettonico di Capodistria che, nel XV e XVI secolo, si estese sull’intera superficie dell’isola.

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Capodistria: attrazioni e luoghi di interesse

Oltre alle bellezze storiche, Capodistria da qualche anno è nota per le bellezze paesaggistiche e per lo straordinario lavoro compiuto per meritarsi la nomea di “città verde“. Il turismo sostenibile è uno dei punti strategici del piano di sviluppo della città che dal 2018 vanta il marchio d’argento Slovenia Green Destination. Tra le sue aree naturali, oltre la Riserva naturale Val Stagnon, che andremo a vedere in dettaglio più avanti, ricordiamo il Ciglione carsico caratterizzato dal flysh e da un’eccezionale biodiversità, la valle del fiume Risano nell’entroterra collinare, la valle del fiume Dragogna con belle cascate, uliveti, vigneti, il mare e la sua costa.

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Dopo queste brevi notizie, andiamo ora a scoprire nel dettaglio cosa fare e cosa vedere a Capodistria e la sue attrazioni da non perdere assolutamente.

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Piazza Tito e Palazzo Pretorio – Capodistria

La scenografica Piazza Tito è la piazza principale del centro storico e vi si affacciano palazzi sacri e profani in stile gotico veneziano di grande pregio. La maggior parte degli edifici risalgono al XV secolo e furono opera dei veneziani: oltre a palazzo Pretorio, ricordiamo il palazzo della Loggia, la cattedrale dell’Assunta e di San Nazario, l’Armeria e la Foresteria. In particolare, il palazzo della Loggia si distingue per essere l’unico edificio municipale in Slovenia di epoca medievale. Edificato nel 1463 da Nicolò da Pirano e Tomaso da Venezia, mostra una facciata gotica veneziana con arcate ogivali e un leone marciano sull’ingresso.

Il Palazzo Pretorio, in stile gotico veneziano del XV secolo, è situato sul lato sud di Piazza Tito, dove esisteva già un precedente municipio attestato nel 1254. I lavori per un nuovo edificio iniziarono dopo che l’originale fu distrutto durante una rivolta nel 1348, ma l’edificio incompleto fu nuovamente distrutto nel 1380 da un’incursione genovese in città. L’attuale struttura fu iniziata nel 1452 e l’ala sinistra e il portico che conduce alla colorata via Calegaria o via dei calzolai furono i primi a essere completati. L’attuale facciata assunse forma nel 1664 quando un mirato restauro riorganizzò le numerose lapidi e gli stemmi incastonati e fu aggiunta la merlatura.

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Cattedrale – Capodistria

La cattedrale dell’Assunta e di San Nazario fu edificata nella seconda metà del XII secolo in stile romanico. Alla fine del Trecento la chiesa subì modifiche e ampliamenti che diedero un aspetto gotico alla facciata occidentale. Dopo un terremoto nel 1460, la facciata fu ridisegnata con l’aggiunta di elementi rinascimentali. All’inizio del XVIII secolo, quando Capodistria era sotto l’influenza veneziana, l’edificio fu nuovamente rimaneggiato in stile barocco.

All’interno conserva la figura del patrono di Capodistria, San Nazario con in mano il modellino della città che è la raffigurazione più antica dell’epoca in cui la città sorgeva su un’isola. Questa opera è di Vittore Carpaccio e risale al 1516. La torre campanaria, alta 54 metri, è visitabile e, salendo i suoi 204 scalini, dalla cima si gode di una bella vista sulla città e sul golfo. La torre è in stile italiano e ospita una delle campane più antiche della Slovenia, risalente al 1333.

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Piazza France Prešeren e Porta della Muda – Capodistria

La Piazza France Prešeren è considerata la principale tra le piazze perimetrali di un tempo. Questa piazza fu costruita a ridosso della porta di accesso più importante all’antica isola, Porta della Muda, quando era collegata alla terraferma attraverso un ponte. La piazza era frequentata soprattutto dalle donne dell’entroterra che giungevano qui per vendere il pane. Nella piazza si trovano i resti delle mura di cinta con una piccola porta ad arco, la chiesa di San Basso del XVI secolo e la Fontana Da Ponte del 1666, situata nel punto in cui terminava l’acquedotto che riforniva la città. La sua architettura richiama il ponte delle Guglie di Venezia. Una curiosità su Piazza France Prešeren: cercando nella pavimentazione troverete una miniatura bronzea che raffigura l’antica città insulare.

La Porta della Muda è l’unica porta rimasta delle dodici che fungevano d’accesso a Capodistria. Risale al 1516 ed è in stile rinascimentale. La “muda” era la gabella che veniva riscossa per entrare in città. Essa si trova nel punto in cui terminava il ponte che univa l’isola di Capodistria alla terraferma. I Veneziani edificarono su questo ponte il Castel Leone che era una piccola fortezza per la riscossione dei dazi doganali e che venne distrutta dall’esercito austriaco nel 1820. Accanto sono situati i resti della cinta muraria.

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Museo Regionale e Piazza Carpaccio – Capodistria

Il Museo Regionale (via Boris Kidrič 19) è il museo più grande dell’Istria slovena ed espone ricche collezioni archeologiche del periodo preistorico, romano, rinascimentale e dell’epoca del dominio veneziano e una collezione etnologica. Esso è ospitato presso il Palazzo Belgramoni-Tacco del XVII secolo, mirabile esempio di stile manierista. Nell’edificio adiacente si trova la Galleria museale con mostre d’arte contemporanea.

Restando in tema culturale e artistico, la pittoresca piazza Vittore Carpaccio è intitolata al famoso pittore veneziane che visse e lavorò a  Capodistria, lasciando in città numerose opere. Nella piazza è situata quella che fu la sua dimora, un edificio di quasi 700 anni. La vivace piazza presenta anche la Taverna o Magazzino di San Marco, l’ex magazzino del sale del XVII secolo che oggi ospita spettacoli ed eventi, la Colonna di Santa Giustina del 1572 e il pozzo costruito a Venezia nel XV ma portato e collocato qui solo nel 1935.

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Bastione del Belvedere e Chiesa di Sant’Anna – Capodistria

Il Belvedere è un noto punto panoramico della città e il suo mare, situato presso il viale alberato frontale al lungomare e al terminal crociere a cui è collegato da un ascensore panoramico in vetro. Si tratta del piazzale fortificato di un antico magazzino d’armi, un tempo torre difensiva, risalente al 1554. Il suo aspetto attuale deriva però al XIX secolo e rappresenta l’unica parte superstite della fortificazione che in passato cingeva la città.

Vicino al Belvedere incontriamo il monastero francescano con la chiesa di Sant’Anna. Il monastero risale al XVI secolo mentre la chiesa fu edificata negli anni 1620-27 in stile barocco sui resti di un preesistente edificio di culto del XV secolo. L’interno, riccamente decorato, conserva un tesoro artistico: il coro ligneo in stile tardogotico del XV è l’opera in legno più grande dell’area dell’antica Istria veneziana. In quest’edificio fu realizzata nel 1513 la pala d’altare “Polittico di Sant’Anna” da Cima da Conegliano, oggi conservata presso il Castello di San Giorgio di Mantova.

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Escursioni a Capodistria – Riserva naturale Val Stagnon

La Riserva naturale Val Stagnon rappresenta la zona umida salmastra più ampia della Slovenia, tutelata per le sue caratteristiche botaniche, zoologiche e paesaggistiche. Qui passano oltre 220 specie di uccelli migratori, di cui 45 specie nidificanti. Situata nell’entroterra di Capodistria, essa si estende per 122 ettari e i visitatori hanno la possibilità di praticare birdwatching presso le postazioni, ammirare l’autoctono bue istriano boscarino e i cavalli Camargue che i bambini possono cavalcare.

All’interno della riserva vi è un sentiero didattico circolare, alcune postazioni d’osservazione, la possibilità di fare passeggiate a cavallo e visite guidate a pagamento, anche se l’accesso al sertiero circolare è libero. Al limitare della Riserva scorre il tratto della pista ciclabile segnata “Parenzana – Strada della salute e dell’amicizia“.

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