Caldarroste, vino e fuochi accesi: 3 borghi dove vivere San Martino come una volta
L’11 novembre porta con sé una delle tradizioni più radicate dell’autunno italiano: assaggiare il vino nuovo insieme alle castagne. La ricorrenza di San Martino continua a riempire cantine, piazze e centri storici di sapori del mondo contadino.
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“A San Martino ogni mosto diventa vino”, questo proverbio riassume bene il legame tra la ricorrenza dell’11 novembre e la fine della vendemmia. Nel passato, a San Martino si aprivano le botti per assaggiare il vino nuovo e sulle tavole arrivavano i prodotti raccolti nelle settimane precedenti. Le castagne, abbondanti nelle aree collinari e montane, sono diventate uno degli accompagnamenti più diffusi e ancora oggi caldarroste e vino caratterizzano molte feste dedicate al santo.
La tradizione non appartiene a un’unica regione. Nel 2026 borghi e località di tutta Italia tornano a celebrarla con sagre, degustazioni e appuntamenti legati alla nuova annata. Per chi vuole organizzare un weekend o una gita fuori porta è l’occasione giusta per scoprire piccoli centri nel pieno dell’autunno, quando sagre e feste riportano nelle strade ricette locali, prodotti stagionali e tradizioni antiche.
I borghi dove vivere la tradizione di San Martino

A Noci, nel cuore della Murgia pugliese, l’appuntamento da segnare è Bacco nelle Gnostre, in programma il 7 e 8 novembre 2026. Il nome richiama le “gnostre”, piccoli spazi e corti del centro antico che durante la manifestazione diventano tappe di un percorso tra cantine. Caldarroste, vino e cucina pugliese accompagnano la visita tra vicoli e piazzette. É anche l’occasione per fermarsi più a lungo e visitare Noci, scoprendo un centro storico di origini normanne caratterizzato proprio da queste piccole corti.
In Umbria, San Martino in Colle, nel territorio di Perugia, dedica diversi giorni all’incontro tra vino e castagne. La 48esima Festa del Vino e delle Castagne, prevista dal 6 al 15 novembre 2026, porta in tavola caldarroste, vino locale, torta al testo e altre specialità regionali. Nella piazzetta vengono accesi i tradizionali fuochi, mentre la posizione consente di trasformare la festa in un punto di partenza per visitare Perugia e alcuni dei borghi medievali più belli dell’Umbria.
A Capitignano, frazione di Giffoni Sei Casali, in provincia di Salerno, la tradizione torna con la 13esima edizione di San Martino Castagne e Vino, in programma dal 13 al 15 novembre 2026. Per tre giorni il centro storico diventa il cuore della festa, con castagne, vino e specialità del territorio protagonisti tra vicoli e antiche abitazioni. La manifestazione è anche un’occasione per scoprire questa parte della provincia salernitana, ai piedi dei Monti Picentini, e trasformare l’appuntamento di San Martino in una gita autunnale tra piccoli borghi e paesaggi dell’entroterra campano.
Perché a San Martino si mangiano castagne e si beve il vino nuovo

Il legame tra San Martino e il vino nasce dal calendario agricolo di un tempo. All’inizio di novembre la vendemmia era ormai terminata e il mosto iniziava a trasformarsi in vino: l’11 novembre diventava quindi il momento per aprire le botti e assaggiare il vino nuovo. Alla ricorrenza è legata anche l’Estate di San Martino, quel breve periodo di giornate più miti che, secondo la tradizione popolare, può verificarsi intorno all’11 novembre. Il nome richiama la leggenda di Martino di Tours che, dopo aver diviso il proprio mantello con un mendicante infreddolito, avrebbe visto il cielo schiarirsi e la temperatura diventare più calda.
Sulle tavole di novembre non potevano poi mancare le castagne. Per secoli il castagno ha avuto un ruolo fondamentale nell’alimentazione delle popolazioni montane e rurali, tanto da essere chiamato “albero del pane”: i suoi frutti potevano essere consumati freschi, essiccati oppure trasformati in farina e conservati per affrontare i mesi più freddi. Le caldarroste erano un accompagnamento per il vino appena prodotto, un’abitudine che è sopravvissuta nelle feste di San Martino organizzate ancora oggi in molte regioni italiane.