Sotto una delle vie più famose di Roma si nasconde un tempio che ora riapre al pubblico
Nel centro storico della Capitale riapre al pubblico un’area archeologica che custodisce i resti di un grande tempio della Roma repubblicana, rimasto nascosto per secoli sotto via delle Botteghe Oscure.
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Passeggiando lungo via delle Botteghe Oscure, tra il Campidoglio e Largo Argentina, pochi immaginano che sotto il livello della strada si conservi uno dei più interessanti complessi archeologici del Campo Marzio. Grazie a un importante intervento di recupero concluso nell’ambito del programma Caput Mundi, finanziato con le risorse del PNRR, questo luogo è tornato visitabile, offrendo ai cittadini e ai turisti l’opportunità di conoscere una pagina meno nota della storia di Roma.
L’area infatti conserva i resti monumentali di un grande tempio di età repubblicana, generalmente identificato dagli archeologi con il Tempio delle Ninfe, edificato probabilmente tra il III e gli inizi del II secolo a.C. Il recente restauro, curato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ha interessato il consolidamento delle strutture antiche, il recupero delle colonne superstiti in peperino, la messa in sicurezza dell’area e l’installazione di una nuova illuminazione artistica che valorizza il sito anche nelle ore serali.
Il tempio delle Ninfe di Campo Marzio

La scoperta dell’area archeologica avvenne nel 1938, durante i lavori di ampliamento di via delle Botteghe Oscure. Gli operai portarono alla luce i resti di un grande edificio sacro e i progetti edilizi previsti furono immediatamente modificati per consentirne lo studio e la conservazione. Le ricerche hanno permesso di individuare diverse fasi costruttive. Secondo l’identificazione più diffusa, i resti visibili sotto via delle Botteghe Oscure appartengono al Tempio delle Ninfe, un edificio sacro della Roma repubblicana probabilmente fondato tra il III e gli inizi del II secolo a.C.
Il tempio era dedicato alle Ninfe, divinità legate alle acque, alle sorgenti e alla fertilità della natura, figure molto presenti nella religiosità romana. La sua posizione nel Campo Marzio non era casuale: l’area era ricca di complessi pubblici, portici e spazi destinati alla vita religiosa e civile della città. Dalla Forma Urbis Severiana, la grande pianta marmorea di Roma realizzata in età imperiale, sappiamo che l’edificio doveva avere una struttura monumentale, con otto colonne sulla facciata e due file di colonne lungo i lati. I resti oggi visibili, tra cui le colonne in peperino e parti del podio, permettono di riconoscere diverse fasi edilizie, dai lavori di età repubblicana fino ai restauri successivi all’incendio del Campo Marzio dell’80 d.C.
Botteghe Oscure: una via simbolo della storia italiana

La via deve il suo nome alle antiche botteghe medievali ricavate tra le rovine del Teatro di Balbo e della sua Crypta. Questi ambienti, scarsamente illuminati perché privi di finestre, erano conosciuti come Apothecae Obscurae, espressione da cui deriva l’attuale denominazione.
Nel Novecento la strada è diventata celebre anche per la presenza della storica sede nazionale del Partito Comunista Italiano, il cosiddetto “Bottegone”, che contribuì a renderla uno dei luoghi simbolo della vita politica italiana del Dopoguerra. Oggi, grazie alla riapertura dell’area archeologica, via delle Botteghe Oscure può diventare parte a pieno titolo di un itinerario culturale nel cuore della Capitale.
Se si decide di visitare questa parte del Campo Marzio, vale la pena approfittarne per scoprire anche altri luoghi di grande interesse che si trovano a pochi minuti di distanza:
- Crypta Balbi: sede del Museo Nazionale Romano dedicata all’evoluzione urbana di Roma.
- Palazzo Mattei Caetani: raffinato edificio rinascimentale con collezioni d’arte.
- Chiesa di Santo Stanislao dei Polacchi: storico luogo di culto della comunità polacca a Roma.
- Largo di Torre Argentina: con i celebri templi repubblicani e la più antica colonia di gatti della città.
- Teatro di Marcello: uno dei monumenti meglio conservati dell’età augustea.
- Piazza Venezia: uno dei principali snodi monumentali della Capitale con il Vittoriano.
- Campidoglio: progettato da Michelangelo nella sua sistemazione definitiva e affacciato sui Fori Imperiali.
- Ghetto Ebraico: tra i quartieri più ricchi di storia e tradizioni della Capitale.