Tra Emilia e Toscana l’autunno regala uno spettacolo che dura poche settimane
Boschi di faggi e castagni, antichi borghi e chiese secolari: tra Emilia e Toscana c’è un cammino che in autunno regala alcuni dei paesaggi più suggestivi dell’Appennino.
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L’autunno è senza dubbio una delle stagioni migliori per mettersi in cammino. Le temperature più miti, i boschi che si tingono di giallo, rosso e arancione e la minore affluenza rispetto all’estate rendono le escursioni più piacevoli. Tra gli itinerari ancora poco conosciuti spicca il Cammino di San Bartolomeo, un percorso che unisce spiritualità, natura e storia attraversando alcuni dei luoghi più autentici dell’Appennino tosco-emiliano.
L’itinerario parte da Fiumalbo, in provincia di Modena, e termina a Pistoia, seguendo per circa 100 chilometri i luoghi legati al culto di San Bartolomeo. Il percorso principale è normalmente suddiviso in cinque tappe, anche se ciascun escursionista può adattarlo ai propri ritmi. Lungo il cammino si attraversano boschi, piccoli paesi, antiche pievi e vallate dell’Appennino, con continui cambi di panorama che in autunno diventano ancora più spettacolari grazie al foliage.
Da Fiumalbo a Pistoia, un cammino tra boschi e borghi

Il Cammino di San Bartolomeo non richiede preparazioni particolari, ma un minimo di allenamento è consigliato perché alcune tappe presentano salite e dislivelli significativi. Il tracciato attraversa i territori di Fiumalbo, Abetone Cutigliano, San Marcello Piteglio e Pistoia, alternando sentieri forestali, strade bianche e antiche vie di collegamento utilizzate per secoli da pellegrini e mercanti. La credenziale del pellegrino permette di raccogliere i timbri lungo il percorso e, una volta arrivati alla Chiesa di San Bartolomeo in Pantano a Pistoia, ottenere la cosiddetta Bartolomea, il documento che certifica il completamento del cammino.
Il periodo ideale per affrontarlo va da settembre a ottobre, quando i boschi della Montagna Pistoiese offrono il meglio dal punto di vista paesaggistico. È consigliabile indossare scarponi da trekking, portare con sé acqua e abbigliamento a strati e prenotare in anticipo le strutture ricettive, soprattutto nei fine settimana autunnali. Per organizzare le tappe è possibile consultare il sito ufficiale del Cammino, che mette a disposizione mappe, tracce GPS e informazioni aggiornate sui punti di accoglienza.
Il Cammino di San Bartolomeo: i luoghi da non perdere lungo il percorso

Uno degli aspetti più affascinanti del Cammino di San Bartolomeo è la varietà dei paesaggi che si incontrano. In pochi giorni si passa dai boschi di alta quota ai borghi medievali, incontrando pievi romaniche, ponti storici e vallate dove il tempo sembra essersi fermato. Ogni tappa offre qualcosa di diverso e permette di conoscere una parte meno nota dell’Appennino. Se si ha qualche giorno in più, vale la pena fermarsi anche nei dintorni del percorso principale. Molte località sono facilmente raggiungibili con brevi deviazioni e consentono di arricchire ulteriormente l’esperienza.
- Fiumalbo: inserito tra i Borghi più belli d’Italia, conserva un centro storico medievale con case in pietra, vicoli stretti e la Chiesa di San Bartolomeo, da cui prende il via il cammino.
- Passo dell’Abetone: storico valico tra Emilia e Toscana, è circondato da boschi di faggi e abeti che in autunno si trasformano in uno dei luoghi più spettacolari per il foliage.
- Cutigliano: antico borgo della Montagna Pistoiese con il Palazzo dei Capitani della Montagna, la Chiesa di San Bartolomeo e panorami che dominano la valle della Lima.
- Torri di Popiglio e Ponte di Castruccio: due testimonianze medievali tra le più interessanti del percorso, immerse nei boschi e strettamente legate alla storia della Montagna Pistoiese.
- Pistoia: il cammino termina presso la Chiesa di San Bartolomeo in Pantano, ma vale la pena visitare anche Piazza del Duomo, la Cattedrale di San Zeno e il centro storico, tra i più eleganti della Toscana.