Andare al museo su prescrizione medica? In Italia è possibile
In una regione italiana si può andare al museo su prescrizione medica, per allentare lo stress, aumentare la creatività e migliorare il benessere psicofisico. Ecco come funziona l’innovativo progetto della ASL, che accanto ai farmaci prevede laboratori, attività e visite alle gallerie d’arte.
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Che l’arte faccia bene a corpo e mente non è certo una sorpresa. Sono tantissimi i percorsi di terapia che includono lezioni di pittura, workshop di scultura e laboratori di arti visive.
Fino ad oggi però, l’arte non era mai rientrata nell’ambito prettamente scientifico delle cure al paziente, ma tutto sta per cambiare, o meglio, è già cambiato. In una regione italiana, infatti, i medici possono prescrivere ai propri pazienti visite al museo, attività culturali e laboratori artistici come parte del percorso terapeutico per migliorare il benessere psicofisico, ridurre i livelli di stress e molto altro.
Si tratta di un progetto pilota dal nome Museo Benessere: percorsi di cura attraverso l’arte e la cultura, che se avrà successo potrà essere replicato anche altrove, e che prende spunto dall’iniziativa svedese che diversi mesi fa ha diffuso nel mondo l’idea che viaggiare fa talmente bene, da poter diventare una prescrizione medica. Ecco come funziona e dove si può ricevere un biglietto per il museo al posto della ricetta.
Museo Benessere

Museo Benessere: percorsi di cura attraverso l’arte e la cultura è un progetto sperimentale dell’ASL TO3, che introduce la prescrizione sociale nella sanità territoriale. Il Piemonte, in questo modo, diventa uno dei primi territori in Europa dove oltre alle cure tradizionali (farmaci, visite, ecc.), i medici possono prescrivere anche visite museali, laboratori artistici e attività culturali nell’ambito dei percorsi terapeutici.
A sostenere il progetto è stata la Fondazione Compagnia di San Paolo, con il supporto anche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che già dal 2019 ha riconosciuto il ruolo fondamentale delle arti nella prevenzione, nel supporto psicologico e nella gestione delle malattie croniche.
Proprio ai pazienti più fragili e che stanno seguendo terapie specifiche per il miglioramento delle capacità sociali, per lo sviluppo della sfera emotiva e per l’ampliamento della qualità delle relazioni, è destinato questo progetto.
L’arte, infatti, riesce a risvegliare aree del cervello che con stimoli freddi e asettici rimangono sopite, e un ambiente stimolante dal punto di vista cerebrale e artistico rappresenta una delle migliori medicine, e può ridurre considerevolmente l’utilizzo di farmaci veri e propri. In Italia una cosa del genere non si era mai vista, ma il Piemonte ha aperto una strada che potrebbe replicarsi anche altrove.
Andare al museo su prescrizione medica

Dove si potrà andare, quindi, quando si riceve una ricetta bianca per visite museali? Il progetto ha sfruttato i fondi ricevuti per trasformare in veri e propri spazi di benessere psicofisico due simboli culturali del Piemonte, dove i pazienti degli ambulatori possono andare su prescrizione medica:
- il Castello di Rivoli,
- la Reggia di Venaria.
Proprio come in Svezia si prescrivono viaggi per guarire dallo stress, quindi, in Piemonte si prescrivono visite a musei e spazi artistici, dove i pazienti possono entrare in contatto con contesti in grado di stimolare emozioni, relazioni e qualità della vita, arricchendo enormemente i percorsi terapeutici. Proprio come la Svezia ha fatto scuola a noi, quindi, il Piemonte potrebbe far scuola all’Italia, avvicinando le arti e le scienze, due mondi da sempre in aperta opposizione ma che, in realtà, contribuiscono allo stesso benessere e alla salute della popolazione.