Uno è nascosto e uno misura appena 4 metri quadrati: sono tra i migliori bar d’Europa
Bar nascosti dietro porte anonime, minuscoli locali di pochi metri quadrati e storici birrifici artigianali. L’Italia conquista tre posti nella nuova classifica dei 100 migliori bar d’Europa.
Guarda il video

La European Bar Guide ha pubblicato il 1° settembre la Top 100 Bars in Europe 2026. Non è una classifica riservata ai cocktail bar di lusso: vengono valutati locali di ogni genere considerando atmosfera, carattere, vita sociale, cultura locale, particolarità dell’esperienza e, naturalmente, qualità e scelta delle bevande.
Per l’edizione 2026 sono stati presi in considerazione circa 1.600 bar, gli autori della guida hanno aggiunto 278 nuovi locali al proprio archivio e 24 sono entrati per la prima volta nella Top 100. L’Italia compare soltanto tre volte, con un locale a Firenze e due a Milano.
I 3 bar italiani entrati tra i 100 migliori d’Europa

Al 68° posto c’è Rasputin di Firenze, cocktail bar nascosto nel quartiere di Santo Spirito. L’esperienza comincia ancora prima di entrare: non c’è una normale insegna e il locale punta volutamente sull’atmosfera da speakeasy, del bar nascosto e clandestino. Gli interni richiamano un elegante salotto d’altri tempi, tra luci soffuse, arredi ricercati e cocktail al centro dell’esperienza. La European Bar Guide gli assegna una valutazione di 8,9 su 10 e il massimo dei voti per drink, stile e atmosfera.
Bisogna scendere all’82° posto per trovare Backdoor 43 di Milano, sui Navigli. La sua particolarità sta nelle dimensioni: viene presentato come il bar più piccolo del mondo e occupa appena 4 metri quadrati. All’interno trovano posto pochissime persone alla volta e la prenotazione è praticamente fondamentale. Il bartender diventa parte integrante dell’esperienza, con un servizio estremamente personalizzato in un ambiente minuscolo e specializzato soprattutto nei rum.
Milano torna al 99° posto con il Birrificio Lambrate, entrato nella Top 100 nel 2026. Si tratta di uno dei nomi storici della scena italiana della birra artigianale e propone soprattutto birre proprie non filtrate e non pastorizzate, oltre ad alcune spine ospiti. Più che un locale costruito per stupire, la guida premia la sua autentica atmosfera da pub di quartiere e il ruolo conquistato nella cultura birraria milanese.
La Top 10 dei migliori bar d’Europa

La classifica mostra chiaramente che lusso e design non bastano. Ai primi posti si trovano ruin bar, locali storici, jazz bar, birrerie tradizionali e indirizzi decisamente eccentrici. Il vincitore assoluto è il Szimpla Kert di Budapest, aperto nel 2002 e diventato il simbolo dei ruin bar della capitale ungherese. Questi sono i primi dieci classificati:
- Szimpla Kert, Budapest: il famoso bar si presenta come un labirinto di ambienti con graffiti, piante, arredi vintage e persino una vecchia automobile trasformata in seduta.
- Retsins Lucifernum, Bruges: una villa dall’atmosfera gotica e macabra, piena di arte e oggetti eccentrici, con accesso limitato a circa 20 persone.
- La Fleur en Papier Doré, Bruxelles: storico café frequentato anche da René Magritte e dagli esponenti surrealisti belgi, con pareti ricoperte di opere e fotografie.
- Goupil Le Fol, Bruxelles: un intricato susseguirsi di stanze illuminate da candele, tra dischi, libri, vecchi ritratti e chanson francesi.
- Zlatna Ribica, Sarajevo: nel centro storico della città, questo bar sembra lo studio di un collezionista eccentrico, tra antiquariato, lampade, libri e oggetti curiosi disseminati ovunque.
- Papa Joe’s Jazzlokal, Colonia: jazz e blues dal vivo ogni giorno, un palco centrale e persino una particolare macchina meccanica per cocktail.
- ‘t Brugse Beertje, Bruges: piccolo e accogliente café specializzato nelle birre belghe, con una scelta talmente ampia da richiedere un vero catalogo.
- Bar Marsella, Barcellona: storica taverna del Raval aperta dal XIX secolo, celebre soprattutto per l’assenzio e per gli interni rimasti volutamente segnati dal tempo.
- U Hrocha, Praga: una tradizionale pivnice nel quartiere di Malá Strana, con pochi tavoli, birra ceca e un’atmosfera volutamente semplice.
- Le Pot Au Lait, Liegi: nato dall’ambiente studentesco negli anni Settanta, mescola graffiti, arte, decorazioni surreali e una vivace vita notturna.