Estate estrema sulle Alpi: il caldo costringe alla chiusura questo rifugio
Il caldo torrido di questa estate sembra non lasciare tregua non solo nelle grandi città, ma anche in alta montagna, portando alla chiusura di questo rifugio situato a 3.609 metri di altitudine sul Pizzo Bernina.
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L’estate rappresenta una delle stagioni più attese dell’anno, anche se le temperature roventi di questi giorni stanno facendo boccheggiare non solo le grandi città ma anche quelle zone di montagna in cui di solito a prevalere sono la neve e il ghiaccio.
Noto per essere uno dei rifugi più alti della Lombardia, in questo 2026 il rifugio Marco e Rosa De Marchi-Agostino Rocca nonostante sia collocato a 3.609 di altitudine sul Pizzo Bernina è stato costretto a chiudere in quanto le temperature troppo elevate stanno facendo cedere neve e ghiaccio rendendo le condizioni sempre più instabili.
Rifugio Marco e Rosa De Marchi-Agostino Rocca: chiude per il troppo caldo

Nota per essere la sede di una delle valli più belle d’Italia, a dominare il paesaggio della Regione Lombardia non è soltanto la Pianura Padana ma anche le montagne che in alcuni casi raggiungono delle altitudini davvero molto elevate. Purtroppo quest’anno, il clima torrido di questa estate, ha messo in estrema crisi anche le zone montane portando alla chiusura del rifugio Marco e Rosa De Marchi – Agostino Rocca noto per essere uno dei più alti di tutta la Regione.
A rendere la situazione particolarmente delicata e molto instabile, sono state le alte temperature registrate soprattutto in questi giorni e secondo quanto riportato da Giancarlo Lenatti (il titolare della struttura), lo zero termico si è spostato al di sopra i 4.200 metri di altitudine una situazione che, vista l’altezza del Pizzo Bernina è particolarmente anomala.
Le alte temperature registrate a 3.600 metri di quota, non solo stanno facendo fondere insieme la neve e il ghiaccio ma a risentirne particolarmente è il permafrost ovvero quello strato del terreno montuoso che rimanendo solitamente permanentemente ghiacciato contribuisce in maniera attiva a rendere compatta la roccia della montagna.
Purtroppo però quando lo strato di ghiaccio si scoglie, la parete rocciosa della montagna perde la sua coesione portando a distacchi e cedimenti.
Proprio per via di questa estrema instabilità, il CAI ha disposto la chiusura del rifugio nonostante il tutto esaurito e nonostante la stagione fosse stata programmata fino alla fine del mese di settembre, inoltre anche le guide alpine stanno faticando a raggiungere la struttura segno che la montagna non è per nulla stabile.
Secondo quanto riportato dal gestore, per poter riprendere l’attività a pieno ritmo servirebbe almeno mezzo metro di neve e un netto calo delle temperature.
Una montagna sempre più instabile

A capo della gestione del rifugio Marco e Rosa De Marchi – Agostino Rocca da oltre 30 anni è Giancarlo Lenatti che in vista della stagione estiva 2026 aveva accumulato una scorta di provviste che gli sarebbero state sufficienti fino alla metà del mese di settembre con prenotazioni tutte esaurite , ma l’aumento delle temperature e una montagna sempre più instabile hanno portato Lenatti a dover cessare l’attività.
Durante un intervista, il gestore del rifugio ha raccontato che il problema non riguarda soltanto la quantità di neve presente sul massiccio ma è anche la stabilità complessiva dell’intera montagna, in modo particolare alcuni tratti compresi tra i 2.800 e i 3000 metri di altitudine, dove la roccia e il ghiaccio stanno cedendo dando vita a delle voragini e creando delle pareti sempre più fragili.
Inoltre anche sul ghiacciaio sono comparse sia delle profonde fratture che delle voragini di grandi dimensioni che in alcuni punti rendono la strada per la salita al rifugio impraticabile.