L’isola senza auto: ora è realtà (e ti pagano pure)

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 5 minuti

Malta prova a cambiare la mobilità dei cittadini con un’iniziativa senza precedenti. Il governo ha deciso di offrire 25 mila euro a chi sceglie di rinunciare alla guida al fine di ridurre il traffico e il numero di automobili sull’isola. Vediamo di cosa si tratta.

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malta bonus per chi rinuncia all'auto
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Il tutto parte da un enorme problema con cui Malta deve fare i conti: l’impressionante numero di vetture in circolazione, troppo elevato per il piccolo territorio dell’arcipelago. Secondo i dati, sarebbero centinaia di migliaia i veicoli su un’isola di appena 317 chilometri quadrati. Ogni giorno, i cittadini sono alle prese con traffico infernale e congestione stradale che rendono difficoltosi gli spostamenti e il rispetto di orari e attività.

Per affrontare il problema è sceso in campo il governo con un provvedimento innovativo che mira a cambiare il modo di muoversi dei residenti: un incentivo economico a chi decide di rinunciare alla patente e all’automobile per un determinato periodo di tempo. Il progetto è operativo da gennaio 2026 e rappresenta sicuramente uno dei provvedimenti più originali in Europa per limitare il traffico e promuovere la mobilità sostenibile.

Il bonus da 25 mila euro per avere un’isola senza auto

bonus da 25 mila euro per avere un'isola senza auto
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Il progetto Driving Licence Surrender Scheme prevede che i cittadini under 31 che siano residenti sull’isola da almeno 7 anni possano ricevere un incentivo economico di 25 mila euro se accettano di rinunciare alla patente di guida per cinque anni. Il versamento del bonus non avviene in un’unica soluzione, ma viene distribuito in cinque rate annuali da 5 mila euro ciascuna.

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Oltre al requisito dell’età e della residenza, per poter accedere all’incentivo occorre possedere la patente di categoria B da almeno dodici mesi. Se la richiesta viene accettata, la patente deve essere consegnata all’ente governativo per i trasporti e la mobilità di Malta e il cittadino aderente perde il diritto di guidare, nell’arcipelago e all’estero, per cinque anni. Sanzioni economiche salate e la restituzione del bonus ricevuto sono previste in caso di trasgressione. Al termine dei cinque anni, per tornare a utilizzare l’automobile sarà necessario frequentare 15 ore di lezioni pratiche in un’autoscuola.

Mobilità sostenibile: le iniziative simili nel mondo

Mobilità sostenibile
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Il tentativo di Malta, pur eccezionale, non è un caso isolato. Negli ultimi anni diversi governi hanno varato provvedimenti e ideato incentivi per spingere la mobilità sostenibile e ridurre il traffico privato, soprattutto nelle grandi città. Molte amministrazioni stanno cercando di sensibilizzare i cittadini verso l’uso di mezzi pubblici, servizi di trasporto condiviso e biciclette, come nel caso del bike sharing ormai presente in quasi tutti i centri urbani italiani.

Tra le iniziative più interessanti ricordiamo:

  • Parigi e il piano “città dei 15 minuti”: prevede che i servizi essenziali siano raggiungibili a piedi o in bicicletta in pochi minuti, riducendo la necessità di utilizzare l’auto;
  • Oslo ha progressivamente eliminato i parcheggi nel centro città e li ha sostituiti con spazi verdi, aree pedonali e zone per il trasporto pubblico;
  • Barcellona ha introdotto le cosiddette superilles, aree urbane chiuse al traffico per favorire la mobilità sostenibile e la socializzazione;
  • Giappone: qui da molti anni, prima di acquistare un’auto, è necessario dimostrare alle autorità di avere a disposizione un posto auto privato.

L’esperimento di Malta e quello di molte altre città nel mondo ci dimostra come la mobilità sostenibile sia ormai una priorità per rendere i centri urbani più vivibili e migliorare la qualità della vita e dell’ambiente che ci circonda.

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