Napoli proposta ticket d’ingresso contro overturism

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Napoli si trasforma da meta ad incubo per i residenti e commercianti del centro storico. Tra overtourism ed airB&B, street food e altre problematiche sintomo del turismo sfrenato del capoluogo campano e la necessità di una nuova misura.

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Napoli, capitale turistica e tanti guai

Maradona e Napoli
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Napoli si è trasformata negli anni post Covid in una capitale del turismo internazionale, al pari delle altri grandi destinazioni e forse più. I suoi numeri fanno invidia a Venezia e Roma, gareggiando con le mete quali Parigi, Londra e Madrid. 

Un fenomeno che dal post Covid vede sempre più registrare numeri impressionanti. Nel 2024 le presenze turistiche registrate dall’Osservatorio del Comune partenopeo sono state 14,5 milioni, marcando una crescita del 15% rispetto all’anno precedente e addirittura del 33% rispetto al 2023. E non bastasse per il 2025 si prevedono oltre 17 milioni. Un turismo spesso definito di poca qualità, largamente low cost, favorito più da alcune sue immagini filtrate dai social e dall’overtourism e dall’airB&B, a cui affiancano le tantissime neo-aperture di locali street-food.

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A queste si allegano fattori che stanno scaturendo le recriminazioni e gli appelli dei cittadini residenti e dei commercianti locali, snervati dall’immagine stereotipata “pizza, sole e mandolino”, accentuata dal successo di serie Tv e Films che ne veicolano l’aspetto più falso.

Novità ticket d’ingresso turistico

Napoli
(ph credit Pixabay)

Una nuova proposta arriva per mettere un freno alla morsa turistica che sta divorando il capoluogo partenopeo. Se il turismo ha carattere divisivo tra i cittadini di Napoli, arriva da parte di Confcommercio una misura per mettere un decisivo equilibrio e monitorare i flussi turistici.

Un circuito che lungo il 2024 ha visto ormai progressivamente il concretizzarsi delle richieste di contromisure urgenti e nuove direttive che si stanno facendo strada. In prima linea quella dei comitati dei residenti del centro storico, che reclamano il blocco delle offerte di affitti brevi su Airbnb o altre piattaforme del comparto turistico. A queste si affiancano quelli che invitano le autorità comunali a fermare l’apertura di locali di street food e drinkerie.

Non bastassero queste, arriva decisa la richiesta di imporre un ticket d’ingresso per visitatori giornalieri, arginando la stretta del turismo breve con prenotazioni obbligatorie e limitazioni d’accessi. L’introduzione di un biglietto d’ingresso avrebbe la funzione di gestire e organizzare il flusso di visitatori e salvaguardare le conseguenze del turismo di massa.

Numero chiuso

L’adozione di un numero chiuso per i visitatori non cala dall’alto, anzi. Una strategia che è stata adottata da numerosi luoghi e capitali europee come la Laguna Blue di Malta, oppure in destinazioni clou come Barcellona e Praga. Per quanto riguarda l’Italia, già mete come Venezia e ultimamente anche Roma avevano visto sorgere questioni analoghe.

A Venezia, per esempio, con il versamenti di un ticket d’ingresso è stato possibile contribuire alla salvaguardia del patrimonio artistico e storico culturale della città lagunare. Un pericolo questo che ci interessa davvero e da vicino. Infatti, nel ciclone dell’overtourism incappiamo anche in destinazioni apparentemente ancora incontaminate come le Tre Cime di Lavaredo, nelle Dolomiti.

Napoli overtourism: foto e immagini