Urbino celebra il suo Raffaello con una mostra permanente che tutto il mese di aprile sarà gratis

Autore:
Valentina Bumbaca
  • Laurea in Editoria e Scrittura
Tempo di lettura: 5 minuti

La città di Urbino celebra il suo cittadino più famoso, l’artista Raffaello Sanzio, con una mostra permanente che vuol essere espressione del forte legame che li unisce. Le opere saranno ospitate al primo piano del Collegio Raffaello.

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Raffaello, Sanzio
Photo by WikiImages – Pixabay

Tutti conoscono Raffaello Sanzio ma pochi sanno che la città che gli ha dato i natali è Urbino.

La città marchigiana ha probabilmente dato molto più al pittore rispetto a quanto egli gli abbia reso indietro in fatto di opere, ciò nonostante Raffaello non ha mai scordato la sua città natale firmandosi sempre come urbinate. E questo legame emerge in ogni dipinto.

Oggi la città di Urbino ha deciso di rinnovare questa relazione creando una nuova mostra permanente ‘Raphael Urbinas‘, situata al primo piano del Collegio Raffaello in piazza della Repubblica.

Per alcuni questa esposizione è vista come una rivendicazione e una sorta di risarcimento per la città che, nonostante Raffaello lasciò in tenera età, gli permise di apprendere le prime nozioni di disegno e pittura nella bottega del padre.

Per tutto il mese di aprile l’entrata alla mostra sarà senza acquisto di biglietto, poi rimarrà gratuita per i residenti a Urbino mentre verrà applicato un biglietto d’ingresso per tutti gli altri visitatori.

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La mostra

Raffaello, Sanzio
Photo by GDJ – Pixabay

La data di inaugurazione della mostra, il 28 marzo, non è stato un giorno scelto a caso ma esattamente il giorno di nascita dell’artista; e allora quale giorno migliore per presentare al mondo la nuova esposizione?

Le 30 opere sono riproduzioni fedeli (grazie a tecniche di acquisizione e stampa ad alta definizione) di celebri capolavori di Raffaello, in scala 1:1 e in 2D, ma con una percezione di tridimensionalità: tra le più famose si possono trovare La Fornarina, La Madonna della seggiola, Il Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi, Madonna d’Alba. L’obiettivo da raggiungere, secondo il sindaco di Urbino Maurizio Gambini, è quello di riprodurre tutte le opere di Raffaello, quindi presto la mostra si potrebbe ampliare con altri capolavori.

I dipinti sono suddivisi in tre sale, le quali non hanno appositamente tende alle finestre perché si è cercato di creare una continuità tra le opere e il paesaggio che ha dato i natali all’artista.

All’inaugurazione della mostra, curata dalla dottoressa Alice Lombatelli, era presente anche Vittorio Sgarbi che ha ricordato come Raffaello, da bambino, vedendo la pala di Piero della Francesca rimase talmente folgorato da quella magnifica visione che ne venne influenzato profondamente in tutte le sue composizioni pittoriche.

Secondo le parole di Lombatelli

di Raffaello conosciamo i suoi tre periodi più importanti: perugino, fiorentino e romano però sappiamo che nel suo cuore Urbino c’è sempre stata. Con questa mostra abbiamo voluto mettere in luce il rapporto con la città natale che emerge in ogni sua opera.

La presenza di Raffaello a Urbino

Come abbiamo già detto, nonostante Raffaello si trasferì da Urbino in giovanissima età, la città non si è mai dimenticata di questo artista.

Se si vuol fare un giro a Urbino ripercorrendo le orme di Raffaello è possibile farlo andando a visitare due dei luoghi in cui sono ancora presenti le sue tracce:

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  • La casa natale di Raffaello, situata nella via omonima al civico 57, è un edificio che probabilmente all’epoca si presentava abbastanza comune e anonimo, affacciato su una strada ordinaria. Oggi invece è meta di pellegrinaggio di tutti quelli che vogliono sapere di più della vita dell’artista; è possibile passeggiare per le stanze che lo hanno visto muovere i primi passi nell’arte a fianco del padre, Giovanni Santi già pittore affermato. Al primo piano si trova quella che fu la camera da letto del piccolo Raffaello, adornata da un affresco di modeste dimensioni che rappresenta una Madonna col Bambino, soggetto che è un pò la firma del pittore, realizzato quando aveva appena quindici anni.
  • Palazzo Ducale e la Galleria Nazionale delle Marche. Il palazzo, voluto dal Duca Federico da Montefeltro per il quale doveva essere una rappresentazione della “Città Ideale”, incarna perfettamente il concetto di rinascimento matematico. Al suo interno si trova la Galleria Nazionale delle Marche che custodisce opere di Piero della Francesca e opere di Raffaello Sanzio come ‘La Muta‘.

Urbino celebra il suo Raffaello con una mostra permanente: immagini e foto