Napoli da leccarsi i baffi, nasce il Museo della tradizione Enogastronomica Campana

Nel cuore di Napoli apre l’innovativo il Museo della tradizione Enogastronomica Campana con curiosità e approfondimenti su cibo, pizza, pasta e prelibatezze tipiche regionali.

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Ph credits Engin Akyurt, Pexels

Napoli è una delle città più belle d’Italia e del mondo, che vanta numerosi tradizioni ben radicate nel substrato sociale. Non solo la grande convivialità e i sorrisi del suo popolo ma anche il cibo è un vero e proprio rito: condividere un pasto vuol dire stringere legami e anche solo prendere un caffè diventa un momento imprescindibile della giornata. La cultura enogastronomica recita un ruolo importantissimo non solo per il settore turistico ma per gli stessi cittadini: tra pasta, pizza, specialità dolciarie e prelibatezze, il menu partenopeo è davvero unico nel suo genere. Su questo fil rouge è nato il MUTE, il Museo della Tradizione enogastronomica campana con una sede nel cuore di Napoli tra approfondimenti, curiosità e tantissime sorprese.

Nasce a Napoli il Museo della Tradizione enogastronomica campana 

Lo scorso 20 dicembre ha aperto i battenti nel cuore di Napoli un complesso museale unico nel suo genere. Si tratta del MUTE, mille metri quadrati in via Bracco per raccontare la storia delle eccellenze enogastronomiche del territorio, facendole splendere ancora di più. Sette vetrine, sale interattive ed espositive, pannelli informativi, prelibatezze e numerosi laboratori didattici si faranno spazio per approfondire la cultura enogastronomica sia napoletana che campana, partendo dai prodotti a chilometro zero nata dall’idea dell’imprenditore Diego Minutaglio e che si appresta a entrare di diritto nei cuori dei visitatori e dei turisti.

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Ph credits MUTE – Museo della Tradizione Enogastronomica campana, Facebook

Gli spazi espositivi e le mostre

Il Museo è composto da numerosi spazi espositivi che ospitano sia approfondimenti sui numerosi cibi della tradizione partenopea che quadri che legano la tradizione partenopea a quella enogastronomica. Si parte dai pannelli espositivi che chiariscono la differenza della pasta tra il classico pacchero e l’origine del termine “pane cafone” fino alle curiosità storiche tra modi di dire in vernacolo e piatti imprescindibili come la pasta e patate. Guai a provare a rivisitarla: la ricetta deve rispettare quella originale. Non possono mancare gli attrezzi del mestiere come lo scolapasta, la moka e la “cucchiarella”, rigorosamente in legno. Il tutto abbinato ad opere che riprendono la tradizione culinaria e quella culturale come la splendida opera di Alberto Bottillo che ritrae Diego Armando Maradona accanto a pomodoro e basilico.

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Ph credits Jessica Lewis 🦋 thepaintedsquare, Pexels

Il progetto nel 2024

Al momento sono disponibili soltanto alcune aree espositive del MUTE con il progetto che si completerà entro metà 2024 nella sua ampia area a disposizione a fronte strada nel cuore di Napoli tra le sue bellezze. Le prime mostre che ha ospitato sono state quelle di Giotto Calendoli dal titolo “MANODOPERA” fino allo scorso 31 dicembre e prorogata insieme a numerose opere create da numerosi artisti campani e napoletani proprio per il museo, in pianta stabile nello spazio espositivo. Il 31 dicembre ha ospitato anche il consueto brindisi di fine anno, offrendo una nuova esperienza sensoriale, di gusto e cultura unica nel suo genere a due passi dal noto Maschio Angioino e dallo splendido Palazzo Reale meta di migliaia di turisti da tutto il mondo.

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