Van life al quadrato: adesso è possibile girare l’Europa in un autobus convertito ad ostello

Autore:
Valentina Bumbaca
  • Laurea in Editoria e Scrittura
Tempo di lettura: 5 minuti

Sarà l’effetto libertà post pandemia, o un cambio di mentalità che sta avvenendo fra le generazioni dei giovani adulti, ma è indubbio che la van life sta diventando sempre più un’attrattiva enorme sia dal punto di vista dei viaggi, che del vivere quotidiano.

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Camper
Photo by Pexels – Pixabay

La moda del momento in fatto di viaggi è un ritorno che ricorda vagamente il ’68 e i pulmini della Volkswagen, ovvero alla van life; uno stile di viaggio che unisce l’autonomia di girare con un mezzo proprio con la comodità di poter pernottare letteralmente ovunque. Infatti la particolarità di questi van è quella di essere riconvertiti in maniera tale da diventare dei minicamper.

Ovviamente questa tipologia di vacanza è adatta per chi ha spirito di adattamento, un’idea di vacanza abbastanza wild, e non ha problemi a condividere degli spazi piccolissimi, portando giusto l’essenziale con sé.

Ma quattro ragazze hanno voluto elevare al quadrato l’esperienza della van life, comprando durante la pandemia un vecchio autobus del 1976 e decidendo di volerlo trasformare in un ostello itinerante.

Il progetto dell’autobus-ostello

Autobus a due piani
Photo by Studio_Iris – Pixabay

Tutto è partito durante la pandemia, quando da due sorelle gemelle, Saskia e Jolisa, decidono di dare corpo ad un’idea che avevano in mente, coinvolgendo nel progetto anche una loro amica, Lisa e una sconosciuta Eileen.

L’idea era, per l’appunto, quella di acquistare e ristrutturare un autobus a due piani del 1976 per convertirlo in un ostello itinerante, offrendo un’esperienza on the road sicuramente unica nel suo genere.

Nasceva così il progetto ‘La Karavana‘.

Lo facciamo perché siamo legate dalla passione di mostrare agli altri i posti che riteniamo speciali, ecco ciò che ci unisce. Non è una questione di soldi, ma di esperienze.

Secondo Saskia, nella fase embrionale il loro progetto rappresentò un vero e proprio salto nel buio perché nessuna di loro aveva esperienza nella ristrutturazione o nell’imprenditoria. Nonostante questo le giovani ragazze si sono rimboccate le maniche contando, soprattutto, l’una sull’altra: non sono mancati, durante l’anno di ristrutturazione dell’autobus, momenti particolarmente difficili specialmente dal punto di vista finanziario.

Avvicinandosi sempre più alla fine dei lavori, le ragazze hanno dovuto iniziare a studiare anche la strategia di business da applicare per convincere la gente a seguirle nella loro avventura.

Abbiamo costruito il sito web, deciso il giusto prezzo e cercato di costruire fiducia nei confronti delle nostre competenze e nell’abilità di garantirgli un bel viaggio. Eravamo emozionate ogni volta che vedevamo una prenotazione.

Il primo anno, purtroppo, non è andato come si aspettavano, infatti sono state costrette a cancellare alcuni viaggi per mancanza di iscritti. Ma non si sono arrese, e con l’arrivo del secondo anno di attività sono arrivati anche i sold-out.

Era tutto prenotato. Riuscivamo a malapena a crederci: il duro lavoro ci aveva ripagato.

Quest’anno il bus viaggerà verso l’Islanda, tutto interamente al completo!

Viaggiare e vivere in un van riconvertito

La scelta di viaggiare utilizzando un van riconvertito sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni, tanto che per alcuni è diventata anche una scelta di vita, facendo di questo mezzo di trasporto una casa itinerante.

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Si tratta della cosiddetta van life, uno stile di vita che regala sicuramente più libertà, più viaggi e a detta di alcuni, anche più soldi.

Effettivamente, gran parte del proprio stipendio ogni mese finisce in affitto, bollette, pagamenti vari relativi alla casa, ecc. Vivere in un van o in un camper permette, invece, di abbattere molti costi fissi, visto che si possono montare anche dei pannelli solari per alimentare gli elettrodomestici al suo interno, e le uniche tasse da pagare sarebbero il bollo e l’assicurazione, che verrebbero pagate lo stesso se si possiede un automobile.

Certo, i comfort sono indubbiamente minori rispetto al vivere in una casa, ma vivere con meno significa anche spendere di meno, e questo vale anche per un viaggio.

Per molti è il discorso sulla libertà ad essere la vera ragione che li spinge ad adottare questo stile di vita. Pensate cosa significhi poter avere la possibilità di parcheggiare la propria casa ogni giorno in un luogo diverso, che sia in mezzo ai boschi, o in riva al mare, o in un posto dove è possibile ammirare la stupefacente bellezza del cielo di notte senza inquinamento luminoso.

Van life al quadrato: immagini e foto