Barcellona non vuole più questo turismo: la città prepara un cambiamento profondo

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 4 minuti

Una delle città più visitate d’Europa cambia strategia per affrontare il turismo di massa e migliorare la vita dei residenti. Ecco quali sono le misure che Barcellona ha deciso di adottare per contrastare l’overtourism.

Barcellona
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Barcellona ha deciso di cambiare profondamente il proprio modello turistico. Negli ultimi anni la capitale catalana è diventata uno dei simboli europei dell’overtourism, con milioni di visitatori ogni anno e un impatto sempre più evidente sul mercato immobiliare, sulla vivibilità dei quartieri e sui servizi pubblici. Per questo il Comune guidato dal sindaco Jaume Collboni ha avviato una serie di interventi destinati a ridisegnare il futuro della città.

La misura più significativa riguarda gli affitti brevi. L’amministrazione ha confermato che le oltre 10.000 licenze per gli appartamenti turistici non saranno rinnovate alla loro scadenza, prevista tra la fine del 2028 e l’inizio del 2029. L’obiettivo è riportare queste abitazioni sul mercato residenziale, aumentando l’offerta di case per i cittadini e contribuendo a frenare l’aumento dei canoni di locazione. Parallelamente, il Comune ha deciso di intervenire anche sul traffico crocieristico, considerato uno dei principali fattori della pressione turistica sulla città.

Perché Barcellona ha deciso di cambiare rotta

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La scelta dell’amministrazione catalana nasce soprattutto dalla crescente difficoltà di accesso alla casa. Secondo il Comune, la forte diffusione degli appartamenti destinati agli affitti turistici ha progressivamente ridotto il numero di alloggi disponibili per i residenti, contribuendo all’aumento dei prezzi, una situazione ormai già diffusa anche in Italia. Per questo motivo la città ha deciso di non prorogare le licenze esistenti, una decisione resa possibile dalla normativa approvata dalla Generalitat de Catalunya e successivamente confermata anche in sede giudiziaria.

Ma nel mirino ci sono anche le crociere, soprattutto quelle che fanno tappa a Barcellona per poche ore. Comune e Autorità Portuale hanno già concordato la riduzione dei terminal crocieristici da sette a cinque, mentre il sindaco Collboni ha più volte dichiarato di voler limitare ulteriormente gli sbarchi dei passeggeri giornalieri e aumentare la tassazione sulle crociere brevi. L’obiettivo è favorire un turismo con una permanenza più lunga e un maggiore impatto economico sul territorio, riducendo al tempo stesso congestione e inquinamento.

Le misure non rappresentano una chiusura verso il turismo, che continua a essere uno dei motori economici della città, ma puntano a renderlo più sostenibile. L’amministrazione ha chiarito di voler passare da una logica basata esclusivamente sul numero di visitatori a un modello che tenga conto anche della qualità della vita dei residenti, dell’equilibrio tra turismo e abitazioni e dell‘impatto ambientale.

Le città europee che stanno contrastando l’overtourism

Venezia
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Barcellona non è l’unica città europea ad aver introdotto regole più severe per contenere il turismo di massa. Negli ultimi anni molte destinazioni hanno adottato strumenti diversi per proteggere il patrimonio storico, limitare gli effetti degli affitti brevi e migliorare la qualità della vita dei residenti. Tra le iniziative più significative adottate in Europa ci sono:

  • Amsterdam (Paesi Bassi): limite massimo di 30 notti all’anno per gli affitti turistici nelle abitazioni principali, oltre a regole più rigide per nuove strutture ricettive.
  • Venezia (Italia): introduzione del contributo di accesso per i visitatori giornalieri in alcune date dell’anno e controlli più severi sui flussi turistici nel centro storico.
  • Parigi (Francia): gli affitti turistici delle abitazioni principali non possono superare 120 giorni l’anno e sono previste sanzioni elevate per chi viola le norme.
  • Lisbona (Portogallo): stop al rilascio di nuove licenze per gli alloggi turistici in diversi quartieri e aumento della tassa di soggiorno.
  • Dubrovnik (Croazia): limitazione degli arrivi delle navi da crociera e gestione programmata degli accessi nel centro storico, patrimonio UNESCO.
  • Santorini (Grecia): tetto massimo giornaliero agli arrivi delle grandi navi da crociera per ridurre la pressione sull’isola durante l’alta stagione.

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