Grecia nasconde ancora isole paradisiache dove il turismo di massa non è riuscito ad arrivare
Ci sono luoghi della Grecia dove il turismo di massa non è ancora arrivato. Piccole isole senza abitanti fissi, circondate da mare cristallino e silenzio assoluto. Ecco quali sono le più belle.
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Pensare a un’isola disabitata fa subito immaginare spiagge selvagge e natura incontaminata. In Grecia, però, ci sono isole pressoché deserte che raccontano molto di più. Sono piccoli territori che nascondono tracce di civiltà antichissime: cave, resti di abitazioni, ceramiche, antichi approdi commerciali e reperti archeologici che testimoniano una presenza umana oggi scomparsa.
Raggiungere queste isole significa vivere il mare in modo completamente diverso. Qui non bisogna aspettarsi hotel, traffico o stabilimenti balneari. Il viaggio diventa parte dell’esperienza stessa: si arriva in barca e una volta sbarcati ci si ritrova immersi in un silenzio ormai raro da trovare nel mondo moderno. È proprio questa sensazione di isolamento che sta trasformando le isole disabitate della Grecia in una delle mete più affascinanti per l’estate 2026.
Tra rovine millenarie e acque turchesi: il fascino di Delos e Polyaigos

Tra le isole disabitate della Grecia c’è Delos, considerata uno dei siti archeologici più importanti del mondo antico. Situata al centro delle Cicladi, secondo la mitologia sarebbe il luogo di nascita di Apollo e Artemide. Oggi l’isola appare come un enorme museo a cielo aperto: la famosa Terrazza dei Leoni, i mosaici della Casa dei Delfini e il Quartiere del Teatro raccontano il passato glorioso di quello che fu un grande centro del Mediterraneo ellenistico. Non si può pernottare sull’isola, a eccezione di archeologi e personale autorizzato, per preservarne il patrimonio storico.
Totalmente diversa ma altrettanto spettacolare è Polyaigos, vicino a Milo. Il nome dell’isola significa “molte capre”, gli unici abitanti fissi dell’isola. Qui il paesaggio sembra quasi lunare: scogliere bianche e rossastre, grotte marine e baie dalle acque turchesi, così limpide da permettere di vedere il fondale anche a diversi metri di profondità. L’assenza di sorgenti naturali ha impedito nei secoli la nascita di insediamenti umani permanenti, mantenendo Polyaigos completamente selvaggia.
Le isole segrete vicino a Paros e Creta

A pochi chilometri da Paros emergono dalle acque piccole isole ricche di storia. Dryonissi conserva reperti risalenti al periodo cicladico, tra il 3000 e il 2000 a.C., mentre Filizi, oggi separata dalla costa da poche bracciate, custodisce resti dell’epoca arcaica e classica. Qui il fascino non deriva soltanto dal mare turchese, ma dalla sensazione di trovarsi in luoghi dalla storia antichissima.
Più a sud, nel Mar Libico, si trova Chrissi, detta anche “l’isola dorata”. Situata a circa 15 chilometri da Creta, è famosa per le sue spiagge dalle sfumature dorate e rosate create dalla polvere delle conchiglie levigate dalle onde. L’isola misura appena 4,7 chilometri quadrati ma ospita un ecosistema prezioso, composto principalmente da antichi ginepri marittimi alti fino a dieci metri e vecchi di oltre due secoli.
L’arcipelago greco nasconde molti altri piccoli lembi di terra praticamente privi di abitanti permanenti. Alcuni custodiscono antiche miniere, altri baie raggiungibili solo in barca o paesaggi rimasti intatti per secoli:
- Panteronissia: celebre per la spettacolare Blue Lagoon dalle acque turchesi quasi tropicali.
- Keros: importantissimo sito archeologico delle Cicladi, considerato un centro rituale della civiltà cicladica del III millennio a.C.
- Rineia: situata accanto a Delos, offre spiagge completamente deserte e antiche necropoli dell’età antica.
- Gyaros: isola quasi inaccessibile, famosa per il suo ecosistema protetto e per la presenza della foca monaca mediterranea.
- Pserimos: piccola isola dal mare trasparente e dalle spiagge tranquille, frequentata soprattutto da escursioni giornaliere.