Acque cristalline e una statua sotto il mare: l’isola segreta della Sardegna conquista tutti
Acque trasparenti, fondali ricchi di vita, un antico faro e una statua sommersa unica nel suo genere: davanti alla costa sud-orientale della Sardegna si nasconde un’isola selvaggia e ancora poco conosciuta.
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Al largo della costa di Villasimius esiste una piccola isola che sorprende per il colore delle sue acque e per il paesaggio ancora incontaminato. Si tratta dell’Isola dei Cavoli, un piccolo lembo di terra dalla natura selvaggia circondato dalle acque cristalline del Mar Tirreno, situato a meno di un chilometro da Capo Carbonara.
Nonostante le dimensioni ridotte, l’isola custodisce un patrimonio naturalistico di grande valore. Oggi è completamente disabitata e rientra nell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, una delle più importanti della Sardegna meridionale. Qui la natura è protagonista assoluta: mare cristallino, fondali popolati da numerose specie marine e una vegetazione mediterranea che rende questo luogo una meta ideale per gli amanti dello snorkeling, delle immersioni e delle escursioni in barca.
Isola dei Cavoli: perché è una delle meraviglie della Sardegna

L’Isola dei Cavoli deve il suo nome, secondo l’interpretazione più accreditata, al termine sardo càvurus, che significa “granchi”, e non ai cavoli selvatici come spesso si pensa. Sulla sommità dell’isola domina il grande faro, costruito nella seconda metà dell’Ottocento inglobando una torre di avvistamento spagnola del 1591. Per decenni il faro è stato abitato dai fanalisti e dalle loro famiglie. Negli anni Settanta l’isolamento dell’Isola dei Cavoli veniva vissuto con difficoltà da chi si occupava del faro. Alcuni fanalisti decisero di lasciare una testimonianza del loro stato d’animo incidendo su un grande masso di granito una frase in latino: Cavoli insula, carcer sine claustris, cioè “Isola dei Cavoli, carcere senza sbarre”.
Lungo la costa si susseguono piccole cale incorniciate da enormi massi granitici modellati dal vento e dal mare. Le acque, particolarmente limpide, consentono di osservare con facilità praterie di Posidonia oceanica, pesci, stelle marine e altre specie tipiche del Mediterraneo.
Uno dei luoghi più celebri è il fondale dove si trova la Madonna del Naufrago, una statua in trachite rosa alta oltre tre metri, realizzata dall’artista sardo Pinuccio Sciola e collocata nel 1979 a circa undici metri di profondità. Ogni anno, la terza domenica di luglio, una suggestiva processione di barche raggiunge l’isola per celebrare una delle tradizioni più sentite di Villasimius.
Le cale nascoste dell’Isola dei Cavoli

Oltre al faro e ai fondali cristallini, l’Isola dei Cavoli è caratterizzata da una costa frastagliata dove si aprono piccole insenature circondate da grandi rocce granitiche modellate dagli agenti atmosferici. Molti di questi angoli appartati devono il loro nome agli antichi fanalisti che vissero sull’isola tra la fine dell’Ottocento e il Novecento.
Ogni caletta racconta una storia diversa e conserva ancora oggi il fascino di un luogo rimasto quasi immutato nel tempo. Alcune sono facilmente riconoscibili per la loro posizione, altre ricordano episodi curiosi legati al passato dell’isola. Tutte rappresentano punti privilegiati per vivere il mare trasparente e la natura incontaminata:
- Cala di Ponente: stretta e allungata, è rivolta verso la costa di Villasimius e dispone di una piccola banchina utilizzata dalle imbarcazioni di dimensioni ridotte.
- Cala del Morto: affacciata verso sud in direzione di Cagliari, prende il nome da un episodio storico legato al ritrovamento di un corpo trasportato dalle correnti marine.
- Cala del Ceppo: deve il suo nome a un grande tronco d’albero che per molti anni rimase incastrato tra gli scogli, diventando un punto di riferimento per chi viveva sull’isola.
- Cala di Scasciu: la più ampia e riparata dell’isola, era il luogo preferito dai fanalisti per trascorrere il tempo libero. Il nome deriva dal dialetto maddalenino e richiama l’idea di una cala dedicata allo svago.