Aeroporti nel caos, stop temporaneo ai nuovi controlli: cosa sta succedendo
Il nuovo sistema europeo per i controlli alle frontiere continua a creare rallentamenti, tanto che diversi aeroporti stanno ricorrendo a una sospensione temporanea delle procedure.

L’Entry/Exit System (EES), il nuovo sistema digitale dell’Unione europea per registrare gli ingressi e le uscite dei cittadini di Paesi extra UE nell’area Schengen, avrebbe dovuto rendere i controlli alle frontiere più moderni e sicuri. Nella pratica, però, la fase di avvio si è rivelata più complessa del previsto. In diversi aeroporti europei le nuove procedure biometriche hanno infatti provocato rallentamenti ai controlli passaporti, con lunghe attese soprattutto in questi giorni di maggiore afflusso turistico.
Per evitare che le code compromettano il regolare funzionamento degli scali, diversi Stati membri stanno sfruttando una clausola prevista dalla normativa europea che consente, in circostanze eccezionali, di sospendere temporaneamente le verifiche biometriche dell’EES. La misura non elimina il controllo di frontiera, ma permette di alleggerire le procedure nei momenti di maggiore congestione, riducendo i tempi di attesa per i passeggeri.
Perché l’EES sta creando problemi negli aeroporti

L’EES sostituisce il tradizionale timbro sul passaporto con una registrazione digitale che, al primo ingresso nell’area Schengen, prevede l’acquisizione dell’immagine del volto e delle impronte digitali dei viaggiatori provenienti da Paesi extra UE. Questa operazione richiede più tempo rispetto ai controlli tradizionali e, nei grandi aeroporti, ha inciso sulla velocità con cui vengono gestiti i flussi di passeggeri. A questo si sono aggiunti problemi tecnici, carenza di personale e difficoltà legate alle nuove apparecchiature biometriche.
La possibilità di sospendere temporaneamente l’EES è già stata adottata in diversi grandi aeroporti europei nei momenti di maggiore affluenza. Tra gli scali interessati figurano gli hub di Parigi Charles de Gaulle, Amsterdam Schiphol, Francoforte, Bruxelles e Milano Malpensa, dove le autorità possono interrompere le procedure biometriche quando le code ai controlli di frontiera rischiano di compromettere il regolare flusso dei passeggeri. In questi casi continuano comunque a essere effettuati i normali controlli di frontiera, ma senza la registrazione prevista dal nuovo sistema.
La Commissione europea ha autorizzato questa gestione flessibile fino al 6 settembre 2026, considerandola una misura eccezionale per affrontare i picchi di traffico estivi. Tuttavia, diversi Paesi ritengono che il periodo di adattamento non sia ancora concluso. Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Grecia, Malta, Portogallo e Svizzera hanno infatti chiesto di prorogare la deroga anche oltre la scadenza prevista, così da poter continuare a sospendere temporaneamente l’EES nei momenti di maggiore congestione e ridurre i tempi di attesa negli aeroporti più trafficati.
Come ridurre il rischio di lunghe attese in aeroporto

L’EES non interessa direttamente i cittadini italiani e gli altri cittadini dell’Unione europea, ma le code che possono formarsi ai controlli di frontiera negli aeroporti internazionali possono influire sulla gestione dei flussi di passeggeri. Per affrontare il viaggio con maggiore tranquillità è comunque utile seguire alcuni semplici accorgimenti prima della partenza:
- Arrivare in aeroporto con anticipo: nei periodi di alta stagione è consigliabile presentarsi con un margine di tempo maggiore rispetto al minimo indicato dalla compagnia aerea.
- Controllare i documenti: verificare che i documenti siano validi e facilmente accessibili durante i controlli.
- Informarsi sulle procedure dello scalo: alcuni aeroporti pubblicano aggiornamenti sui tempi di attesa e sull’applicazione dell’EES.
- Seguire le indicazioni del personale: gli addetti possono indirizzare i passeggeri verso i varchi meno congestionati.
- Evitare l’ultimo minuto: check-in, controllo bagagli e frontiera possono richiedere più tempo del previsto nei giorni di maggiore affluenza.
- Monitorare eventuali comunicazioni della compagnia aerea: in caso di criticità operative, i vettori possono fornire indicazioni utili prima della partenza.