Altro che pensione: sempre più over 50 scelgono questo lavoro e iniziano a girare il mondo
Dimenticate l’idea che hostess e steward debbano essere giovani e giovanissimi: a bordo stanno aumentando i professionisti che hanno superato i 50 e persino i 60 anni.
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Per anni abbiamo immaginato hostess e steward come professionisti molto giovani, quasi sempre all’inizio della carriera. Quel modello, però, sta cambiando. A dimostrarlo sono soprattutto i numeri diffusi da easyJet nelle ultime settimane: oggi il 12% del personale di cabina della compagnia ha più di 50 anni. Dal 2022, il numero degli assistenti di volo over 50 è aumentato del 127%, mentre quello degli over 60 è quasi quadruplicato.
Non si tratta semplicemente di un modo per viaggiare dopo la pensione. Fare l’assistente di volo significa lavorare, affrontare turni, formazione, controlli e precise responsabilità legate alla sicurezza dei passeggeri. Ma per chi desidera cambiare vita dopo decenni trascorsi in ufficio, nel commercio, nella sanità o in altri settori, può rappresentare una seconda carriera molto diversa dalla prima. E l’età, da sola, non costituisce un ostacolo: le norme europee prevedono un’età minima di 18 anni e richiedono idoneità psicofisica, formazione e competenze adeguate.
Assistenti di volo a 50 e 60 anni: il caso easyJet

La compagnia aerea low cost britannica easyJet sta puntando apertamente sui lavoratori maturi. Nel 2024 aveva lanciato il programma “Returnship“, con incontri informativi e sessioni pratiche dedicate anche agli over 50 interessati a cambiare professione. La strategia ha contribuito a scardinare un pregiudizio ancora diffuso: prima di candidarsi, il 28% degli over 50 coinvolti nelle ricerche della compagnia pensava che il personale di cabina dovesse necessariamente essere giovane.
C’è anche chi ha iniziato molto più tardi. Francesca Hicks, ex segretaria e in seguito impegnata nell’assistenza a persone con demenza, è diventata assistente di volo a oltre 60 anni e, dopo 18 mesi, aveva già effettuato più di 250 voli. Ancora più emblematico è il caso di Pam Clark: ex parrucchiera, entrò in easyJet a 53 anni e, arrivata a 73, aveva alle spalle circa 4.500 voli e 800.000 passeggeri serviti.
La compagnia vuole ampliare ulteriormente questa fascia della propria forza lavoro. Le candidature aperte nel settembre 2026 riguardano centinaia di posti nelle basi britanniche per il 2027. Secondo un’indagine Censuswide commissionata da easyJet su 800 cittadini britannici over 50 che hanno cambiato carriera, l’80% dichiara che la svolta professionale ha migliorato la propria felicità complessiva e il 71% riferisce una maggiore fiducia in sé. Turismo e viaggi risultano inoltre il settore più desiderato per ricominciare dopo i 50 anni.
Cosa serve per lavorare in cabina dopo i 50 anni

Non basta, naturalmente, avere voglia di prendere un aereo. Nel caso di easyJet non è richiesta una precedente esperienza nell’aviazione, ma sono richiesti almeno sei mesi in un’attività a contatto con il pubblico, capacità comunicative, sangue freddo e attitudine al lavoro di squadra. Per ragioni operative sono previsti inoltre requisiti linguistici, documentali e fisici specifici.
É proprio l’esperienza accumulata negli anni, però, a diventare un vantaggio, soprattutto quando servono lucidità, capacità comunicative e gestione dello stress. Il lavoro, infatti, non riguarda soltanto il servizio ai passeggeri: gli assistenti di volo vengono preparati anche per gestire le situazioni di emergenza a bordo. Tra gli over 50 intervistati che hanno cambiato lavoro, il 79% considera l’età una risorsa professionale. Problem solving, gestione delle situazioni stressanti e comunicazione sono tra le competenze trasferibili più citate.