Tra pareti rocciose e boschi secolari, torna accessibile uno dei percorsi più amati delle Marche
Dopo la chiusura temporanea, uno dei luoghi simbolo dei Monti Sibillini torna ad accogliere escursionisti e visitatori. La riapertura, però, riguarda solo una parte dei sentieri.
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Nel territorio di Montefortino, in provincia di Fermo, le Gole dell’Infernaccio sono tornate accessibili dopo gli interventi necessari per rendere nuovamente fruibile il percorso. Si tratta di una delle mete naturalistiche più frequentate delle Marche: una stretta valle scavata dal fiume Tenna tra il Monte Sibilla e il Monte Priora, all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Il paesaggio spiega subito perché questo luogo eserciti tanto fascino. Pareti calcaree quasi verticali, acqua che scorre sul fondo della gola, faggete e piccoli salti d’acqua accompagnano il cammino. All’ingresso si incontrano anche le cosiddette “Pisciarelle“, piccole cascate che scendono dalle rocce del Monte Zampa.
Le Gole dell’Infernaccio nuovamente aperte: cosa cambia per i visitatori

La riapertura è arrivata dopo uno stop necessario per il ripristino e la messa in sicurezza del sentiero, lavori resi necessari dai movimenti franosi che avevano compromesso la percorribilità. Il sindaco Giampiero Lattanzi ha spiegato che sono stati necessari interventi sulla viabilità e sulla rete idrica, insieme a lavori per migliorare sicurezza e accessibilità. É stata inoltre potenziata la segnaletica lungo il percorso.
La novità più importante riguarda il tratto effettivamente percorribile. É stato riaperto il sentiero E9 dal parcheggio di Valleria fino al secondo bivio che permette di raggiungere l’Eremo di San Leonardo al Volubrio, a circa 1128 metri di quota. Il percorso verso Capotenna, dove si trovano le sorgenti del Tenna, invece, resta attualmente chiuso per ragioni di sicurezza.
La prudenza resta quindi fondamentale. L’amministrazione ha ricordato ai visitatori l’importanza di affrontare la montagna con calzature e abbigliamento adeguati, acqua e una preparazione proporzionata al percorso. Nell’area prosegue inoltre il monitoraggio delle pareti e delle creste, particolarmente importante in un ambiente soggetto a movimenti franosi e continui cambiamenti morfologici.
Perché si chiamano Gole dell’Infernaccio e cosa vedere nei dintorni

Le Gole dell’Infernaccio sono il risultato dell’erosione del fiume Tenna, che nel tempo ha inciso profondamente le rocce calcaree creando uno stretto canyon tra il Monte Priora e il Monte Sibilla. Il nome attuale richiama inevitabilmente l’aspetto severo e ombroso della forra, ma le sue origini non sono certe: anticamente la zona era indicata come Volubrio, Volubro o Golubro, termini ai quali sono state attribuite diverse possibili derivazioni.
Le Gole dell’Infernaccio rappresentano soltanto una delle tante meraviglie custodite dai Monti Sibillini. Tra borghi medievali, luoghi di culto e paesaggi modellati dalla natura, il territorio offre numerose destinazioni che meritano di essere inserite nell’itinerario.
- Eremo di San Leonardo al Volubrio: raggiungibile dal percorso riaperto, sorge in posizione isolata tra boschi e montagne. Nella sua forma originaria risale al XII secolo ma fu ricostruito per decenni da padre Pietro Lavini, frate cappuccino morto nel 2015, sui resti di dell’antico complesso religioso.
- Montefortino: borgo ai piedi dei Sibillini, conserva ancora oggi il fascino del Medioevo grazie alle sue antiche abitazioni in pietra e cotto e suggestivi scorci.
- Santuario della Madonna dell’Ambro: importante luogo religioso immerso nella valle dell’Ambro, poco distante da Montefortino.
- Montemonaco: borgo legato alle leggende della Sibilla Appenninica e ottimo punto di partenza per esplorare il versante orientale dei Sibillini.
- Lago di Pilato: situato a oltre 1.900 metri di altitudine sul Monte Vettore, è l’unico lago naturale delle Marche e uno dei luoghi più affascinanti dell’intero Appennino.
- San Ginesio: inserito tra i Borghi più belli d’Italia, sorge su una collina che domina il versante settentrionale dei Monti Sibillini. Il centro storico conserva ancora gran parte della cinta muraria medievale e ospita chiese, palazzi storici e piazze panoramiche.