Nel 2030 la nuova tendenza di viaggio per i business travel sarà con l’Ai che gli farà vivere un’esperienza per il ripristino del proprio benessere psicofisico

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Seguendo quelle che sono le nuove tendenze di viaggio, entro il 2030, i viaggi di lavoro subiranno un netto cambiamento grazie all’introduzione dell’intelligenza artificiale. Questo è quanto emerso da una ricerca svolta dal Group Gattinoni sul futuro del business travel.

Intelligenza artificiale
Fonte: Canva

Secondo quelle che sono le tendenze di viaggio, entro il 2030 i viaggi di lavoro, potrebbero subire un netto cambiamento, grazie all’introduzione dell’intelligenza artificiale.

Sicurezza delle transazioni e della privacy, ma non solo, anche dispositivi indossabilitecnologie biometriche per rendere il check- in ancora più semplice. Questo è quanto emerso da una ricerca svolta dal Gruppo Gattinoni sul futuro del business travel.

Tendenze di viaggio: cosa cambierà entro il 2030

Secondo il Gruppo Gattinoni, entro il 2030, le tendenze di viaggio andranno di pari passo con l’intelligenza artificiale. A raccontare quello che sarà il futuro dei viaggi d’affari è la ricerca svolta da “Business Travel 2030” che prevede non solo sfide, ma anche opportunità riguardo la gestione di questa tipologia di viaggi.

Intelligenza, Artificiale
Autore: geralt / Pixabay

Entro il 2030, c’è l’opportunità di dire addio al viaggio professionale per come lo conosciamo oggi. Il 37% delle persone intervistate è certa che tutti i tool che si basano sull‘IA forniranno delle nuove prospettive quali:

  • Previsioni accurate;
  • Analisi avanzate;
  •  Ottimizzazione di costi.

Tutti questi strumenti permetteranno ai travel manager di sviluppare le proprie competenze attraverso le nuove tecnologie.

Inoltre, l’intelligenza artificiale offrirà l’occasione di acquisire nuove conoscenze riguardo alle strategie di viaggio e l’utilizzo dei budget. Il 79% degli intervistati, ha previsto che entro il 2030, la maggioranza delle grandi aziende utilizzerà l’AI.

Come tutte le cose nuove, anche l’organizzazione dei viaggi con l’intelligenza artificiale ha dei pro e dei contro. Entro quella data, si prediligerà  anche l’utilizzo dei blockchain per garantire al massimo la tracciabilità, la sicurezza delle transazioni e dei dati relativi ai viaggi riducendo notevolmente il rischio di manipolazioni e frodi.

Questa cosa ha portato un notevole interesse nel 77% delle persone, che ha mostrato la sua propensione verso una creazione di ecosistemi di viaggio interconnessi in cui, tutte le fasi che prevede un viaggio ovvero alloggio, trasporto attività e ristorazione, saranno non solo integrate ma anche personalizzate per garantire a tutti i partecipanti di vivere un’esperienza olistica.

La sicurezza di questa nuova grande sfida

Con l’evoluzione sempre più veloce delle tecnologia e con la conseguente integrazione a quella che è la realtà avanzata, sta cambiando in maniera radicale quelle che sono le tendenze di viaggio e di conseguenza, anche il modo di viaggiare principalmente per affari.

Viaggi AI
Fonte: Canva

Nel volto di tutte le persone intervistate, nonostante si sia evinto, un grandissimo entusiasmo per questo grandissimo passo nel futuro, non si può negare la preoccupazione per la protezione dei dati sensibili. A fronte di questo più dell’84%  dei Travel Manager, prevede di affrontare il tema sicurezza collaborando a stretto contatto con dei fornitori specializzati in modo da ottenere quasi in “real time” tutte le informazioni inerenti ad eventuali minacce globali.

Dall’IA al benessere

Tutti i Travel Manager, che sono stati coinvolti nella ricerca, non incoraggiano a viaggiare di meno ma piuttosto di farlo sotto un’ottica più responsabile. Ci sarà un cambio di punti di vista, che verranno proiettati verso una visione più umanistica e olistica.

Le parole chiave saranno: salute, benessere psicofisico, relazionale e sociale dei dipendenti delle aziende, che molto spesso finisce per avere delle ripercussioni sulla produttività aziendale come è stato ampiamente dimostrato dal fenomeno delle “grandi dimissioni”.

Secondo la metà delle persone partecipanti all’intervista, tutti coloro che viaggiano per affari, stanno sviluppando nel corso del tempo, una visione molto più integrata verso quello che è il benessere aziendale personale durante tutti i loro spostamenti.

Questa nuovissima prospettiva – che abbraccia tutti i servizi di assistenza personalizzata – li fa essere molto più propensi agli spostamenti. Infatti più del 50% degli intervistati, si aspetta che la policy aziendali punteranno maggiormente al benessere complessivo di tutti i viaggiatori d’affari sotto forma di benessere psicofisico.

Entro il 2030, il benessere di tutti i dipendenti – viaggiatori, rappresenterà un “imperativo aziendale” in modo particolare dopo il fenomeno della “great resignation” che ha messo in evidenza il fenomeno – sempre più diffuso – riguardante la necessità di creare un ambiente lavorativo che corrisponda non solo al benessere ma anche alle esigenze dei dipendenti.

Tendenze di viaggio: foto e immagini