Turismo dei selfie incontrollato, Unesco lancia l’allarme per la salvaguardia dei monumenti

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L’Unesco lancia l’allarme in giro per il mondo per il turismo dei selfie in vacanza, minando l’esperienza di viaggio per coloro che visitano siti storici, monumenti e grandi piazze, rendendo un viaggio molto più stressante.

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Quante volte è successo di viaggiare in giro per il mondo, notare un luogo iconico e sentire la voglia irrefrenabile di una foto ricordo. Spesso quel rapido momento per immortalare un paesaggio suggestivo o un monumento storico diventa una lunga pausa fotografica, per scattare decine o centinaia di selfie, non permettendo agli altri visitatori di godere di quell’esperienza in modo rilassato e completo. Proprio per questa ragione è arrivato l’allarme dell’Unesco in giro per il mondo: il turismo dei selfie degrada alcuni tra i luoghi più belli del globo, con una situazione che sta peggiorando sempre di più.

Impazza il turismo dei selfie, arriva l’allarme dell’Unesco

Preservare il patrimonio culturale e artistico mondiale: è questa la mission dell’Unesco, votata a raccogliere e valorizzare le bellezze in giro per il mondo, concedendo ai curiosi, ai turisti e ai visitatori un’esperienza di viaggio sempre impeccabile. Spesso invece, sostare nei pressi di un punto cittadino iconico diventa quasi un dramma: lunghe file per affacciarsi su una terrazza panoramica, spintoni per arrivare nei pressi della Tour Eiffel, persino residenze storiche, statue e luoghi suggestivi presi d’assalto da chiassosi visitatori alla ricerca del selfie perfetto. L’Unesco non ci sta e propone delle soluzioni, necessariamente a breve termine prima che mete di viaggio meravigliose vengano abbandonate da molti turisti per il troppo caos.

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L’impatto dei selfie sui luoghi di cultura

Il turismo dei selfie è un fenomeno sempre più vasto: ormai è pratica consueta tra i più giovani, scegliere una meta di viaggio o una destinazione di un soggiorno breve non per ciò che ha da offrire ma a seconda dei posti fotografabili più noti. Tra terrazze e scorci virali, monumenti iconici e scorci da capogiro perfetti per un selfie all’ultima moda, si creano spesso situazioni di forte stress, con lunghe file per giungere nel luogo gettonatissimo, impedendo ai reali visitatori di godere di un momento di pace. Proprio per questo motivo è intervenuto l’Unesco, preoccupato dall’impatto del selfie sui monumenti stessi, deturpandone la visione e l’esperienza. Sono state attenzionate mete quali la splendida Santorini, la sempre amatissima Barcellona ma anche Roma, Venezia e numerose città d’arte, prese letteralmente d’assalto dai selfie lovers ma prima che sia troppo tardi bisogna correre ai ripari.

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Le soluzioni proposte

L’Unesco sta valutando le possibili soluzioni per arginare il fenomeno selfie incontrollati nei confronti dei monumenti più noti al mondo, aumentando le misure di gestione ma anche di controllo degli stessi. Non solo ingressi contingentati ma spesso anche a tempo, non permettendo così ai turisti di sostare troppo e rallentare la fila nei confronti di coloro che vogliono solo approfittare di quel momento per ammirare qualcosa di splendido. Il tutto anche a favore dei residenti e della comunità già presente, cercando di confermare sempre un livello della qualità della vita importante, in sinergia con i flussi di turismo sempre elevati. Infine, con workshop, incontri e seminari cerca di veicolare una cultura del viaggio profonda e genuina, con curiosità e rispetto verso città, monumenti e siti archeologici.

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