Nuova attrazione alla Galleria Borghese di Roma: con questo percorso potrai scoprire le volte dipinte

Autore:
Sara Perazzo
  • Dott. Storia Medioevale

Solo per poco c’è una nuova attrazione da vedere all’interno della Galleria Borghese: si tratta del nuovo percorso che consente di scoprire le volte dipinte del museo.

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volte dipinte della Galleria borghese
Credit Archita Wikimedia Commons

“C’era una volta” è il nome della nuova iniziativa gratuita della Galleria Borghese che consente di andare alla scoperta del museo con il naso all’insù. Infatti, il 2024 inizia con una nuova attrazione per la Galleria Borghese. Si tratta di un nuovo percorso che permette ai visitatori di ammirare piccoli e grandi gioielli nascosti fra le sale della Villa Pinciana, ovvero le splendide volte decorate e affrescate delle prime tre sale.

“C’era un volta”, il nuovo percorso della Galleria Borghese di Roma

C era un volta nuovo percorso della Galleria Borghese di Roma
Credit Antonio Taveneaux Wikimedia Commons

Alla Galleria Borghese di Roma debutta il percorso per scoprire i tesori nascosti nelle sale della villa. Si tratta di “C’era una volta” il nuovo percorso espositivo, immersivo e originale, in uno dei musei più importanti e belli di Roma, grazie alla sua ricchissima collezione di opere d’arte e mostre ed esposizioni esclusive e dal richiamo internazionale, come quella su Pieter Paul Rubens, che sarà visitabile fino al 18 febbraio 2024.

“C’era una volta” è dunque dedicato alle volte dipinte della villa per farci conoscere e scoprire in modo alternativo la storia e l’arte della famiglia Borghese. Il percorso di approfondimento dedicato al ciclo delle volte dipinte sarà visitabile, in compagnia del personale del museo, fino a venerdì 9 febbraio 2024.

Questa iniziativa è gratuita e a prenotazione obbligatoria chiamando il numero 06 67233755 da lunedì a venerdì, dalle 14.00 alle 17.00. Le visite hanno luogo dal martedì al venerdì, dalle ore 11.30 con appuntamento presso il banco Informazioni del museo, accanto alla Biglietteria. Il percorso di “C’era una volta” ha una durata di circa 40 minuti con visita solo ed esclusivamente alle sale I, II e III.

Le volte dipinte della Galleria borghese

galleria borghese roma
Credit Burkhard Mücke Wikimedia Commons

Il nuovo percorso espositivo e di approfondimento intende valorizzare l’opera di riqualificazione della villa voluta dal Principe Marcantonio IV Borghese avvenuta tra il 1770 e il 1800. Durante questi lavori, la villa subì una radicale ristrutturazione mentre l’apparato decorativo fu rinnovato su progetto dell’architetto Antonio Asprucci (1723-1808), che fu tra i primi a portare a Roma lo stile architettonico del Neoclassicismo.

Asprucci, assieme a un gruppo di rinomati artisti italiani e stranieri, trasformò le pareti e i soffitti delle sale come superficie per accogliere marmi di ogni fattezza e colore, tanto che gli ambienti assunsero un aspetto policromo a cui contribuì l’aggiunta di mirabili stucchi marmorei e di scenografici camini “alla francese”, che sostituirono quelli di origine seicentesca, e che a loro volto furono arricchiti con decorazioni in materiali preziosi.

Ma le grandi protagoniste di questi lavori furono le volte che furono suddivise in raffinate quadrature architettoniche, adornate da preziose cornici a stucco e quadri centrali che raffigurano soggetti vari, capaci di attirare l’intera attenzione visiva. Il ciclo decorativo e pittorico delle volte ha un carattere fortemente descrittivo poiché mira a esaltare la famiglia Borghese, le sue antiche origini, la storia e il patrimonio della Villa Pinciana.

Il Museo della Galleria Borghese

Sicuramente tra le attrazioni più importanti di Roma, il Museo della Galleria Borghese è custode di una ricca e importantissima collezione di sculture, mosaici antichi, bassorilievi e dipinti collocabili in un arco temporale che va dal XV al XIX secolo. Il nucleo della collezione deriva dalla passione per il collezionismo del cardinale Scipione Borghese (1579-1633), nipote di Papa Paolo V. Tra i capolavori esposti troviamo opere di Caravaggio, Raffaello, Tiziano, Correggio, Antonello da Messina, Giovanni Bellini, oltre alle sculture di Gian Lorenzo Bernini e del Canova.

Il percorso espositivo si snoda attraverso 20 sale mirabilmente affrescate a cui si aggiungono il portico e il Salone di ingresso. I Depositi della Galleria Borghese ospitano poi più di 260 dipinti allestiti come una quadreria e visitabili solo su prenotazione. Il Museo è invece visitabile secondo turni di due ore l’uno, che prevedono ognuno un massimo di 360 persone.

La Villa Pinciana

La Villa Borghese è detta anche Pinciana poiché era collocata “fuori Porta Pinciana”. L’edificio risale all’inizio del XVII secolo, quando fu edificato su una piccola proprietà della famiglia Borghese, a cui furono aggiunte via via nuovi possedimenti, fino a costituire un grandissimo parco di circa 80 ettari, che si caratterizza oggi come il quinto parco pubblico più grande di Roma.

La villa fu costruita dall’architetto Flaminio Ponzio seguendo gli schizzi di Scipione Borghese, cardinale, arcivescovo e collezionista d’arte. Ma fu lo zio Camillo Borghese (1552-1621), ovvero papa Paolo V, a concepire la villa come luogo dove custodire le sculture del Bernini, di Antonio Canova e i dipinti di Tiziano, Raffaello e del Caravaggio. Vicino alla Villa Pinciana e al di là dei confini del parco, da vedere anche Villa Giulia. Edificata a metà del Cinquecento come residenza estiva di papa Giulio III oggi è sede di ETRU Museo nazionale etrusco.

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