Il soffitto sembra trasformarsi nella notte: il luogo di Roma che lascia tutti senza parole

Autore:
Sara Perazzo
  • Laurea in Storia Medioevale
Tempo di lettura: 5 minuti

Nel cuore del quartiere Prati di Roma c’è una chiesa che dall’esterno appare elegante ma discreta. Basta alzare gli occhi una volta entrati per ritrovarsi sotto una cupola che sembra un cielo notturno punteggiato di stelle.

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Photo by Jordiferrer – Wikimedia Commons

La Chiesa di San Gioacchino in Prati è uno di quei luoghi che sorprendono senza bisogno di effetti speciali. Situata tra piazza dei Quiriti e via Pompeo Magno è spesso ignorata dai grandi itinerari turistici. Eppure custodisce una delle cupole più originali della Capitale, capace di lasciare senza parole chiunque varchi il portone per la prima volta.

La sua storia è legata a papa Leone XIII, al secolo Gioacchino Pecci, che volle la costruzione dell’edificio per celebrare il proprio giubileo sacerdotale. Il progetto fu affidato all’architetto Raffaele Ingami e prese forma tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento grazie ai contributi economici di numerosi Paesi cattolici.

La cupola stellata che trasforma la luce in spettacolo

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Il vero capolavoro della chiesa di San Gioacchino in Prati è la cupola ottagonale, costruita nel 1897 con una soluzione tecnica decisamente innovativa per l’epoca. La struttura è realizzata in alluminio ed è traforata da centinaia di stelle in cristallo colorato. Quando la luce del sole attraversa queste aperture, le stelle si accendono e l’interno si riempie di riflessi azzurri che danno davvero l’impressione di osservare un cielo stellato sopra l’altare. È un effetto scenografico che cambia durante la giornata in base alla posizione del sole e che rende ogni visita diversa dalla precedente.

Questa cupola, però, racchiude anche un altro segreto storico. Durante l’occupazione nazista di Roma, tra il 1943 e il 1944, l’intercapedine sotto la copertura divenne il rifugio per un gruppo di ebrei e perseguitati politici, nascosti dai religiosi della parrocchia fino alla liberazione della città.

Un altro elemento che rende la Chiesa di San Gioacchino in Prati diversa da qualsiasi altra a Roma è la presenza di quattordici cappelle nazionali, un dettaglio che testimonia la dimensione internazionale con cui nacque il progetto. La costruzione dell’edificio fu infatti sostenuta economicamente da numerosi Paesi cattolici, invitati da papa Leone XIII a contribuire alla realizzazione della chiesa. Ogni cappella fu affidata a una nazione diversa e conserva caratteristiche artistiche proprie, con opere, decorazioni e simboli che richiamano la tradizione religiosa e culturale del Paese rappresentato. Le cappelle rappresentano Brasile, Portogallo, Baviera, Polonia, Canada, Inghilterra, Stati Uniti d’America, Spagna, Francia, Italia, Olanda, Belgio, Irlanda e Argentina.

Cosa vedere nei dintorni della Chiesa di San Gioacchino

Castel, Sant’Angelo
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Una volta usciti dalla chiesa vale la pena dedicare qualche ora alla visita del quartiere Prati. La posizione è strategica e permette di raggiungere facilmente alcuni dei luoghi più famosi della Città Eterna. Tra le tappe da non perdere ci sono:

  • Castel Sant’Angelo: nato come mausoleo dell’imperatore Adriano, è diventato nei secoli fortezza, residenza papale e oggi uno dei musei più importanti di Roma.
  • Piazza San Pietro e la Basilica Vaticana: uno dei complessi monumentali più famosi al mondo, con il colonnato di Bernini e la spettacolare cupola firmata da Michelangelo.
  • Via Cola di Rienzo: una delle principali vie dello shopping romano, ideale per una passeggiata tra boutique, negozi storici e caffè.
  • Piazza del Popolo: raggiungibile in circa venti minuti a piedi, è uno degli spazi monumentali più eleganti della città e rappresenta l’accesso al centro storico.
  • Lungotevere Prati: perfetto per una passeggiata al tramonto, offre scorci suggestivi sul fiume e permette di raggiungere facilmente il centro storico seguendo il corso del Tevere.

Il soffitto sembra trasformarsi nella notte: foto e immagini