Per anni è stata la regina delle vacanze economiche, ma ora nessuno vuole più andarci
Per molti anni è stata una delle destinazioni estive più convenienti d’Europa, scelta soprattutto per il suo mare cristallino e i prezzi accessibili. Oggi, però, il caro vacanze sta spingendo una parte dei turisti a prendere in considerazione altre mete.
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Per molto tempo la Croazia è stata una delle destinazioni estive preferite dagli italiani e da milioni di europei. La vicinanza geografica, le acque trasparenti dell’Adriatico, le oltre mille isole e un costo della vita inferiore rispetto ad altre località del Mediterraneo l’hanno resa una meta ideale per chi cercava una vacanza di qualità ma low cost. Da Rovigno a Spalato, passando per Zara, l’Istria e Dubrovnik, il Paese ha costruito negli anni un’offerta turistica capace di attrarre famiglie, giovani e campeggiatori.
Negli ultimi anni, però, lo scenario è cambiato. L’ingresso nell’euro, l’inflazione e la forte domanda turistica hanno contribuito a un aumento dei prezzi di alloggi, ristoranti e servizi. Lo stesso ministro croato del Turismo e dello Sport, Tonči Glavina, ha riconosciuto la necessità di migliorare la competitività e di prestare maggiore attenzione ai listini. A giugno 2026 gli arrivi turistici sono diminuiti del 7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, pur dopo diverse stagioni da record.
Perché la Croazia non è più la meta low cost di una volta

Il rincaro non riguarda un solo settore. In molte località della costa sono aumentati i prezzi degli appartamenti turistici, dei campeggi, dei ristoranti e perfino dei servizi balneari. Il problema non è tanto il fatto che la Croazia sia diventata una destinazione di fascia più alta, quanto il rapporto tra qualità e prezzo percepito da una parte dei visitatori. Anche numerose recensioni online mettono sempre più spesso l’accento sul costo elevato della vacanza rispetto a qualche anno fa.
Tra il 2015 e il 2024, il costo di hotel e ristoranti in Croazia è aumentato di circa il 70%, riducendo il divario che in passato rendeva il Paese una delle destinazioni più convenienti dell’Adriatico. Nelle località più rinomate, come Dubrovnik e Hvar, molti turisti segnalano costi elevati per servizi come stabilimenti balneari, pasti nei ristoranti e alloggi. Anche aree tradizionalmente molto frequentate, come l’Istria e il Quarnaro, stanno registrando una flessione dei pernottamenti e una diminuzione della spesa media dei visitatori.
Ecco che, la crescente concorrenza di altre destinazioni e la ricerca di offerte più convenienti, stanno spingendo una parte dei viaggiatori a valutare alternative capaci di garantire spiagge, mare e servizi a costi più contenuti.
Dove stanno andando i turisti in cerca di prezzi più bassi

Cresce l’interesse verso altri Paesi che offrono un costo medio della vacanza più contenuto, soprattutto per alloggi e ristorazione. Tra le mete che negli ultimi anni stanno attirando un numero crescente di viaggiatori attenti al budget ci sono diverse destinazioni del Mediterraneo e dei Balcani, facilmente raggiungibili dall’Italia e con un buon rapporto qualità-prezzo.
- Albania: la Riviera albanese, con località come Ksamil, Himara e Dhërmi, continua a essere una delle alternative più convenienti per chi cerca mare cristallino e prezzi generalmente inferiori rispetto all’Adriatico croato.
- Montenegro: baie spettacolari come quelle di Kotor e Budva offrono paesaggi simili alla Croazia, ma spesso con costi inferiori per hotel e ristoranti.
- Bosnia-Erzegovina: sempre più visitata in abbinamento alla costa adriatica grazie alle città storiche come Mostar e Sarajevo e per un costo della vita decisamente più basso.
- Bulgaria: il litorale del Mar Nero, con località come Sozopol e Nesebăr, resta una delle opzioni più economiche per chi desidera una vacanza balneare senza spendere troppo.