Sempre più oggetti spariscono sugli aerei: la risposta delle compagnie sorprende i passeggeri
Le denunce di oggetti rubati nelle cappelliere degli aerei sono in aumento. Alcune compagnie hanno già deciso di adottare una contromisura discreta ma efficace. Vediamo quale.
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Negli ultimi anni il numero di passeggeri che viaggia esclusivamente con il bagaglio a mano è cresciuto in modo significativo. Una tendenza favorita dalle politiche delle compagnie aeree e dalla volontà di evitare tempi di attesa al ritiro delle valigie. Questo cambiamento, però, ha prodotto anche un effetto collaterale inatteso: le cappelliere sono sempre più affollate e molti trolley finiscono lontano dal posto assegnato al proprietario, rendendo più difficile controllare i propri effetti personali.
Il fenomeno dei furti in cabina, segnalato già in diverse occasioni negli ultimi anni, continua infatti a preoccupare il settore. Secondo quanto emerso durante recenti incontri tra compagnie aeree e rappresentanti del comparto del trasporto aereo, le denunce riguardano soprattutto portafogli, gioielli, computer portatili, tablet, smartphone e altri oggetti di valore custoditi nei bagagli a mano. Non si tratta ancora di un’emergenza fuori controllo, ma di una problematica tale da richiedere nuove strategie di prevenzione.
Aumento furti in volo: le compagnie aeree passano all’azione

Per affrontare il problema, circa trenta compagnie provenienti da diverse aree del mondo hanno discusso il tema in una riunione dedicata svoltasi a Doha, in Qatar. Tra le principali preoccupazioni c’è la difficoltà di individuare i responsabili dei furti una volta che l’aereo è in volo. Con oltre 150 passeggeri a bordo di un aereo, distinguere chi sta aprendo la propria valigia da chi sta rovistando in quella altrui è spesso quasi impossibile.
Secondo diversi dirigenti del settore, molti dei responsabili agirebbero con estrema rapidità e in modo organizzato, approfittando dei momenti in cui i passeggeri dormono o sono distratti. I collegamenti a lungo raggio e i voli notturni risultano tra quelli maggiormente colpiti. In alcuni casi le vittime si accorgono del furto soltanto dopo l’atterraggio, rendendo ancora più difficile identificare i colpevoli.
I vigilanti che viaggiano tra i passeggeri

Per questo motivo alcune compagnie, in particolare in Asia, hanno iniziato a sperimentare una soluzione già utilizzata in altri ambiti della sicurezza aerea. Si tratta di vigilanti in borghese, addetti specializzati che salgono a bordo come normali passeggeri, senza uniforme e senza alcun segno distintivo. Il loro compito è osservare ciò che accade in cabina, monitorare i movimenti sospetti e intervenire qualora emergano comportamenti anomali.
L’iniziativa ricorda il modello degli agenti di sicurezza impiegati da anni su alcune rotte considerate sensibili. In questo caso, però, l’obiettivo non è contrastare minacce terroristiche, ma scoraggiare e individuare i furti tra i viaggiatori. Secondo la International Air Transport Association (Iata), il fenomeno sembra particolarmente diffuso in alcune aree dell’Asia, anche se le segnalazioni sono in crescita in Europa, soprattutto sulle rotte turistiche e su quelle frequentate dai viaggiatori d’affari.
Gli esperti raccomandano alcune semplici precauzioni che possono ridurre il rischio di diventare vittime dei ladri in volo:
- tenere sempre con sé documenti, denaro, smartphone e altri oggetti di valore, evitando di riporli nelle cappelliere;
- utilizzare lucchetti o sistemi di chiusura supplementari sui trolley trasportati in cabina;
- evitare di lasciare il bagaglio aperto o facilmente accessibile durante il volo;
- prestare attenzione ai movimenti attorno alla propria fila, soprattutto nei voli notturni;
- verificare il contenuto del bagaglio prima di lasciare l’aereo;
- segnalare immediatamente all’equipaggio eventuali comportamenti sospetti osservati durante il viaggio;
- conservare ricevute e prove d’acquisto degli oggetti di maggior valore per agevolare eventuali denunce e richieste di risarcimento.